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lunedì 24 aprile 2017

SEMPRE NTO CULU! ALLEANZA ATLANTICA: TRUMP DICE A GENTILONI CHE L'ITALIA PAGHERA' DI PIU' PER LA NATO

New York (USA) - 24 aprile 2017 Donald Trump torna a parlare di Nato, ricordando che l’Italia farà di più per l’Alleanza atlantica. “Con il premier italiano Gentiloni abbiamo scherzato: gli ho detto ‘andiamo, devi pagare di più, devi pagare di più’. "Pagherà”, ha detto il presidente degli Stati Uniti in un lunga intervista all’agenzia Associated Press realizzata venerdì scorso e di cui oggi è stata pubblicata la trascrizione integrale, ripresa da vari siti Usa. Glielo ha detto nel vostro incontro a Washington?”, chiede la corrispondente di AP, Julie Pace. E il Commander in chief risponde: “Alla fine pagherà, ma nessuno glielo aveva chiesto. Nessuno. Nessuno gli aveva chiesto di pagare. Ma la mia è una presidenza diversa”, ha concluso Trump.


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domenica 23 aprile 2017

INDIPENDENTISMO: A PONTIDA TRIONFANO LE NUOVE AVANGUARDIE DELLO STATALISMO E DEL PARASSITARISMO



C’era una volta Pontida. Il luogo una volta deputato alle pulsioni indipendentiste del Nord, quest’anno ha visto sfilare da un lato gli sfascio-itaglioti del neo-nazionalista Salvini, cui hanno fatto da contraltare (ma solo in apparenza) dall’altro i fuoriusciti dei centri asociali, insieme ai clandestini che stanno arricchendo le cooperative della sinistra accattona e comunista. Uno spettacolo grottesco, con cui lo stato parassita e centralista itagliano ha voluto “festeggiare” l’anniversario della liberazione che altro non è che il passaggio da una dittatura all’altra.
A distanza di oltre 70 anni dalla caduta del nazifascismo, infatti, poco o nulla è cambiato, perché di fatto le libertà dei cittadini continuano ad essere limitate pesantemente da un apparato burocratico e statale che non perde mai occasione per complicare la nostra vita. Leggi assurde e tasse a dismisura sono solo la punta dell’iceberg di un problema che ci stiamo trascinando da ormai 150 e passa anni. Di quella Lega Nord che alla fine degli anni ’80 era nata con lo scopo di combattere il regime dei partiti, ed il sistema mafioso-clientelare con cui era in combutta, ormai è rimasto ben poco. Se non, addirittura, nulla.
L’abiura del federalismo e l’abbraccio mortifero con l’estrema destra ha, di fatto, segnato la morte politica di un Carroccio in cui convivono due anime che prima o poi sono destinate a scontrarsi. Quella indipendentista e secessionista della prima ora che ancora crede nel sogno della Padania capeggiata da Umberto Bossi e dai suoi seguaci, che però deve fare i conti con l’ala fedele a Salvini
Due linee decisamente agli antipodi, che convivono in un clima da separati in casa con ripicche e dispetti reciproci, sintomatici del fatto che l’ora della resa dei conti dalle parti di via Bellerio ormai è alle porte. E che appare improcrastinabile, anche in virtù del fatto che l’anno prossimo si vota sia per le politiche che per il rinnovo della Giunta Regionale in Lombardia e che a settembre il Veneto si pronuncerà sull’ipotesi dell’autonomia.
Insomma, una situazione confusa in cui è in ballo anche il futuro della coalizione di centro-destra che ancora non ha trovato la quadra, ne’ sul leader (il redivivo Berlusconi sembra essere in pole-position) ne’ tantomeno sulla composizione delle alleanze che dovranno completare un puzzle, cui attualmente mancano ancora troppe tessere per poter essere definito valido ed individuabile dagli elettori.
Tornando a quel che è rimasto di un happening che un tempo riuniva tutte le anime indipendentiste, è stato a dir poco squallido notare come - tanto per colpa delle truppe salviniane quanto dei parassiti dei fuoriusciti dei centri asociali che solo all’apparenza li contestano, il tranquillo centro del bergamasco abbia dovuto chiudere uffici, scuole e negozi per il timore di scontri! Anche stavolta, il Ministero dell’Interno di fronte alle minacce di violenze e provocazioni poste in essere dal solito branco di imbecilli, non è riuscito ad impedire che si vivesse, anche se per poche ore, in uno stato quasi di guerra!
Un sacrificio a dir poco inutile perché, come del resto prevedevamo, è stato il trionfo del nulla assoluto. Il solito sterile chiacchiericcio posto in essere dalla Lega itagliana 2.0, che ormai è assimilabile come fenomeno da baraccone ai neobarbonici. Dietro le apparenze si cela un partito inaffidabile, pronto ad arraffare poltrone e prebende come ed anche peggio di chi a Roma ladrona ha imparato bene a rubare i soldi dei cittadini. Il noioso e stereotipato refrain sull’immigrazione clandestina, profferito da chi in questa invasione ha la sua bella fetta di responsabilità visto e considerato che ha firmato quella sciagura che risponde al nome di Trattato di Lisbona. E che ha anche autorizzato – all’epoca in cui era a capo del Viminale, il caro “Bobo” Maroni – l’apertura dei campi per i rom, con i gravissimi problemi di carattere sociale che ormai riempiono le cronache dei giornali.
A poche centinaia di metri di distanza, hanno sfilato gli altri rappresentanti del clientelismo e del parassitismo. Sui fuoriusciti dei centri asociali, le parole di biasimo non saranno mai troppo poche: rappresentano la quintessenza del fancazzismo, del lavativismo e del parassitismo dal basso di un'ideologia condannata dalla storia. Ma il loro essere l'autentico braccio armato - insieme alla feccia mafiosa e camorrista che tiene sotto scacco il Sud da oltre 150 anni - dello stato centralista itagliano si arricchisce del paradosso che questi guitti provengono da famiglie molto ricche e snob!
Nei loro vacui discorsi solo paroloni, forse diretta conseguenza delle droghe che assumono come fossero caramelle e che invece ne obnubila le capacità di discernimento e di giudizio! 
Assieme a loro, i migranti che vengono allegramente fatti entrare senza che ne abbiano alcun titolo è che servono solo alle cooperative ad arricchirsi con il più allettante e lucroso dei business, facendosi scudo con un buonismo melenso, ipocrita e sempre più insopportabile. Per continuare a perseguire questo obiettivo, i fannulloni dei centri asociali (che piuttosto andrebbero chiusi, anche in virtù delle pessime condizioni igieniche in cui si trovano) rappresentano il loro braccio armato, in nome di un connubio che presenta il conto della propria conclamata incapacità sempre ed esclusivamente a chi lavora e produce! Il tutto con il beneplacito di Giggino “o’ sindachino” di Napoli che ha applaudito a questa patetica pagliacciata, quando dovrebbe piuttosto preoccuparsi di non peggiorare ulteriormente la situazione di una Napoli purtroppo ridotta ad una fogna a cielo aperto, da decenni e decenni di malapolitica!
Naturalmente, questi altri fannulloni che non hanno avuto di meglio da fare che andare a Pontida, non possono e non potranno mai rappresentare quel Sud che ha voglia di riscatto e di affrancamento da questo stato centralista itagliano! Tanto loro quanto Salvini ed i suoi seguaci (molti dei quali veri e propri ascari, traditori della nostra patria), non sono altro che l’emanazione di un regime arrogante e truffaldino che prova a presentarsi in maniera accattivante ed a riciclarsi continuamente in maniera gattopardesca, al solo scopo di ingannare chi ha ancora gli anelli al naso!         

F.M.                                  

domenica 26 marzo 2017

BIZZOZZERO, SALVINI E DE MAGISTRIS: UN VERO TRIO DELLE MERAVIGLIE!



Come volevasi dimostrare. Dopo il pomeriggio di ordinaria guerriglia e di idiozia che ha accompagnato la visita del fannullone padano a Napoli, finisce con la più classica delle commedie fra Giggino o’ magistrato e il leader della Lega sfascio-italiota.
L’occasione è stata fornita da una trasmissione in onda su Raitre, in cui ha prevalso il nulla assoluto che è stato buono (ma su questo non abbiamo mai avuto dubbi) solo per prendere ulteriormente per i fondelli, i più stupidi ed ingenui! Secondo infatti la peggiore tradizione del teatrino della politica nostrana, questi due pseudo-personaggi da operetta, hanno inscenato la più patetica delle sceneggiate al solo scopo di gettare fumo negli occhi ai più sprovveduti ed ignoranti.
Quel che è certo, è che non cancellerà affatto ne’ i danni che i fuoriusciti dai cessi asociali hanno provocato, mettendo a ferro e fuoco il quartiere di Fuorigrotta (a proposito, chi pagherà i danni della violenza di questi autentici squadristi rossi?), ne’ tantomeno permetterà che i buoi rientrino nella stalla da cui sono scappati. Infatti, l’autogol politico commesso dal sindachino, nei giorni che hanno preceduto l’arrivo a Napoli del fannullone “Made in Padania”, è stato a dir poco clamoroso ed ha denotato un livello di pressappochismo, semplicemente spaventoso!
Soltanto un pivello, in effetti, poteva attribuire grande importanza ad una semplice riunione fra Salvini e gli ascari presenti purtroppo anche nella nostra terra. Certo, vedere gli improbabili riciclati di quell'arroganza nazionale che ieri lo detestavano mentre oggi lo assurgono ad eroe, non è affatto piacevole.
Ma, a nostro parere, andava fatto friggere nella più totale indifferenza. Ci avrebbero poi pensato gli elettori a dare il giusto gradimento a chi è sceso al Sud, solo ed esclusivamente per arraffare i voti di una destra in cerca di identità, dopo aver rinnegato ed abiurato quel progetto federalista di cui eppure si parla, nell'articolo 1 dello statuto della Lega Nord! E dopo, soprattutto, aver considerato in più di un’occasione il Sud come “palla al piede” per i suoi progetti politici…..Non più dunque un semplice, come si sta affannando a voler far passare, e deprecabile coro da stadio, per intenderci!
Ed invece, Salvini ha trovato un'insospettabile sponda proprio nell’immarcescibile Giggino che, con le sue dichiarazioni a favore dei fuoriusciti dei cessi asociali, ha avuto il duplice, nefasto effetto di soffiare sul fuoco della violenza ed anche di legittimare e dare risalto mediatico ad un personaggio falso e bugiardo che potrebbe addirittura passare per un martire.
Il rischio concreto che si corre è che Mister Ruspa possa rappresentare, nell'immaginario dei napoletani delusi dal sindachino, la sola alternativa valida di fronte all'incapacità ed alla totale inadeguatezza mostrata in questi anni, da chi non ha risolto nemmeno uno degli atavici problemi che ancora stanno mettendo in ginocchio la capitale del Sud. Qualcuno potrà opinare che la città partenopea finalmente è stata ripulita dalla munnezza.
Certo, ma si era arrivati ad un tale, insopportabile livello di sporcizia e degrado che anche un bambino avrebbe fatto di meglio rispetto a ciò che ci hanno lasciato in eredità, due metifici personaggi come Don Antonio “Berisha” detto Bassolino e Rosetta Russo Jervolino!
Per il resto, a Napoli l'emergenza camorra non è stata affatto sconfitta come dimostrano i tanti quartieri ancora ostaggio della criminalità organizzata, che non permette alla parte sana di poter lavorare e vivere con tranquillità.
La viabilità, inoltre, continua a restare un optional, dal momento che cittadini e turisti sono costretti a girovagare in un autentiche scatolette (quelle esportate dalla Polonia e spacciate pomposamente e con toni inusitatamente trionfalistici per autobus), quasi mai in orario. E che fra non molto, quale danno che si aggiunge alla beffa, saranno oggetto di un nuovo, ennesimo aumento tariffario che porterà il prezzo dei biglietti dell'ANM ad 1,30 euro! Insomma, siamo alle solite.
Per contrastare il fenomeno dei “portoghesi” sui mezzi pubblici (anche se c’e da dire che molte obliteratrici non funzionano, ed i cittadini sono costretti – sempre che ne abbiano voglia – a “convalidare” con la penna), si ricorre al rimedio più vecchio del mondo: aumentare le tariffe, con buona pace sia di chi il biglietto lo fa sempre, sia del fatto che in molti autisti è innato il malcostume di tenere accesi i motori durante le soste. Basterebbe semplicemente rimettere i fattorini, per essere certi che tutti quelli che utilizzano i mezzi di trasporto pubblico, facciano regolarmente il biglietto. Così come multare, quei conducenti che non perdono occasione non solo per sprecare carburante ma anche per insozzare l’ambiente con i nauseabondi gas di scarico dei pullman.
Ed invece, con questa decisione, si puniscono, come prassi collaudata, quelli che seguono un semplice precetto di educazione civica che pagano per l’incapacità innata delle istituzioni e la strafottenza dei soliti furbetti.
In altre città – qualcuno potrà giustamente opinare - il biglietto costa anche di più. Vero, verissimo. Ma la sostanziale differenza è che, a parità di tempo di utilizzo, a Milano (solo per fare un esempio davvero tangibile) puoi davvero spostarti da un punto ad un altro della città. A Napoli, invece, l’unico mezzo di trasporto che realmente è comodo ed efficiente è la metropolitana che finalmente congiunge la stazione ferroviaria con i quartieri collinari e Secondigliano. Anche se i tempi di attesa fra un treno ed un altro dovrebbero essere accorciati, affinché si possa realmente paragonare Napoli con le altre città europee.
Ma non è solo Giggino o’ sindachino a doversi preoccupare delle faccende di casa propria. Il fannullone padano, in totale dispregio di quanto stabilisce il primo articolo dello statuto della Lega Nord di cui è segretario federale, sta favorendo la scissione all’interno del Carroccio. La sua svolta nazionalista che di fatto ha cancellato, in ogni suo discorso ed atto politico, il federalismo, è mal vista dai leghisti della prima ora. Quelli che, per intenderci, in tempi non sospetti hanno sposato l’unico progetto realmente in grado di distruggere la canaglia e la carogna centralista di Roma ladrona.
A partire dal Nord per poi estendersi, con un’azione a tenaglia, anche in un Mezzogiorno dove le tante sigle autonomiste e secessioniste presenti avrebbero potuto trovare un interlocutore valido, nel portare avanti il progetto di libertà e di affrancamento da queste istituzioni mafiose e delinquenziali! Ed invece, così non è stato. Sia perché la Lega si è appiattita su posizioni centraliste e stataliste (l’allontanamento di Gianfranco Miglio, è stato emblematico in tal senso), sia perché chi agitava il vessillo dell’indipendenza – al contrario di quello che abbiamo sempre fatto e pensato noi – in realtà agiva in nome e per conto, dello stesso potere romano.
Soffiano sempre più forti, i venti della contestazione interna in quel di via Bellerio. E l’impressione che abbiamo, avendo imparato a conoscere bene personaggi e dinamiche ancora presenti nel mondo padano, è che si sta sempre più avvicinando l’ora della resa dei conti.
Assisteremo presumibilmente alla nascita di un soggetto politico nuovo, formato dal vecchio establishment del Carroccio, che dovrebbe strizzare l’occhio più verso Berlusconi che non alla Meloni, ed agli sfigati sfascistelli 2.0. Un’ipotesi che sa tanto comunque di “già visto”, dal momento che l’alleanza fra il redivivo ex cavaliere di Arcore ed il duo Bossi-Maroni, non è per niente nuova nell’immodificabile quadro politico itagliano. Dove – in maniera gattopardesca - tutto deve cambiare, affinché nulla cambi.
Salvini, a quel punto, sarà isolato e darà vita ad un movimento di estrema destra che proverà a pescare, così come fa Grillo ed il suo M5S, nell’area del malcontento che il regime deve continuare a tenere sotto controllo in un alveo facilmente gestibile.
E dunque, la restaurazione statalista e centralista potrà realmente dirsi compiuta. Perché i 15-20 anni in cui il federalismo è stato oggetto di discussione nell’agone politico, sarà totalmente cancellato con un colpo di spugna.
Le battaglie di libertà condotte da chi è stufo dell’oppressione, dell’arroganza, del menefreghismo e dei comportamenti lontani dalle reali esigenze di chi fa quotidianamente fatica a portare il piatto a tavola, rischiano dunque di cadere nell’oblio. A meno che, le forze realmente federaliste e secessioniste non trovino la forza di ricompattarsi e di trovare la quadra attorno  ad un serio progetto politico di rottura contro un regime che, ne siamo certi, è destinato, prima o poi, a collassare su se’ stesso!
Sullo sfondo della conclamata incapacità manifestata e dispensata a piene mani da Giggino e dal fannullone padano si staglia, direttamente dai bassifondi della politica, la figura del sindaco di Cantù, Claudio Bizzozzero. Non possiamo fare a meno di non parlare infatti del polverone inutile e controproducente che ha alzato di sua spontanea volontà, trasformandosi in uno dei tanti fenomeni da baraccone che impazzano e furoreggiano in questo ridicolo paese.
Pur di ritagliarsi un effimero momento di notorietà, il primo cittadino dell’operoso comune brianzolo ha pensato bene di scrivere un post inequivocabile, definendo Napoli “una fogna infernale”. L’antefatto di tutto ciò è da ricercarsi nella partecipazione di Matteo Salvini alla seguitissima trasmissione “Quinta colonna”, in onda il lunedì sera su una delle reti berlusconiane. Ed alla quale ha preso parte pure lo stesso Bizzozzero che non era riuscito però nell’intento di parlare con il suo punto di riferimento politico. Deluso, ingelosito e stizzito da questo mancato chiarimento, invece di limitarsi ad attaccare (a giusta ragione) il segretario federale della Lega 2.0, il primo cittadino canturino non ha trovato niente di meglio che scrivere il solito, sciagurato e farneticante post denigratorio su Napoli. 
Perché se è vero ed innegabile che la capitale del Sud, come abbiamo sempre provveduto ad evidenziare, soffre di problemi atavici è altrettanto lapalissiano però che a causarne lo sfascio in cui purtroppo si ritrova, è stata anche e soprattutto una classe politica infame, corrotta, delinquenziale, mafiosa e clientelare.
D’accordo, non ci voleva Bizzozzero per denunciare una verità inequivocabile come questa. Ma ci saremmo almeno risparmiati i soliti vecchi e superati stereotipi, che nessuno ha mai avuto la volontà di sconfiggere.
Ecco, questo messaggio doveva e poteva essere magari pubblicato sui social correggendo il senso di dichiarazioni pubbliche inaccettabili per chiunque: un attacco frontale a tutti i miserabili mestieranti di regime (di destra, come di sinistra) per apparire realmente credibile nella sua critica allo statalismo.
Ed invece, questo sindaco non solo non si è reso conto dell’incredibile quanto sconcertante gaffe commessa che ha provocato la sdegnata reazione di tantissimi napoletani, feriti nell’orgoglio visto che hanno assistito all’ennesimo, pubblico ludibrio della propria città. Ma quando ha provato, dalle frequenze di Radio Kiss Kiss, a mettere la proverbiale pezza a colori, ha dimostrato di avere le idee davvero confuse arrampicandosi sugli specchi in maniera decisamente maldestra e fantozziana.
Prima ha definito i briganti “patrioti”, poi ha chiesto a Giggino o’ sindachino (che intanto ha pensato bene di querelarlo, autoattribuendosi l’immeritata ed ingiustificata fama di paladino della napoletanita’) di mettersi a capo di un movimento autonomista (qua è meglio ridere per non piangere….), fino a preoccuparsi - allo scopo di provare ad arruffianarsi i napoletani - dei problemi di quella stessa Napoli che intanto era stata anche definita, in un altro suo delirante post su Facebook, “clientelare”, “sporca” ed “incivile”.
Insomma, nel suo goffo e patetico tentativo di porre rimedio ad una serie di clamorosi autogol politici, il primo cittadino di Cantù ha assolto in maniera brillante al suo ruolo di servo sciocco del regime romano.
Da un lato ha provato, in maniera a dir poco pietosa e ridicola, a scimmiottare Salvini, utilizzando toni inutilmente ed inusitatamente razzisti solo per chiedere un po' di attenzione mediatica, dal momento che il suo mandato come Sindaco sta per scadere, ed ha già annunciato che non si ricandiderà. Dall’altro, ha dichiarato di essere dalla parte di Giggino, ignorando (sic!) che anche il nostro sindachino ha contribuito in maniera importante al peggioramento della vivibilità a Napoli. 
Gli consigliamo di trovare maggiore spazio per occuparsi della sua Cantù in nome del sacro principio (che speriamo ancora conosca) OGNUNO PADRONE A CASA PROPRIA.
Nella Capitale del Sud, già esiste il problema De Magistris e la sola prospettiva che l’alternativa all’incapacità palesata dall’ex magistrato possa essere rappresentata da chi fino ad ieri insultava Napoli non solo con i cori da stadio, è più che sufficiente per farci affermare che siamo assai lontani da una vera normalizzazione. Bizzozzero – questo è il consiglio che ci sentiamo di dargli - pensi piuttosto a completare nel miglior modo possibile il proprio mandato ed a curare gli interessi dei propri concittadini, visto che è stato eletto solo ed esclusivamente per questa ragione!

Francesco Montanino
 
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