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sabato 19 gennaio 2019

AMMINISTRATIVE SICILIA: ERASMO VECCHIO CANDIDATO SINDACO AD ACI CASTELLO (CT)


La Lega Sud continua a voler essere la voce di tutti coloro ai quali non è concesso dissentire, vuole organizzare l’opposizione e la protesta per trasformare il malessere sociale del popolo meridionale in energia positiva. Il principale movimento indipendentista del Sud, nell'ambito del prossimo turno elettorale, si prefigge di partecipare alle amministrative in diversi comuni del Mezzogiorno d'Italia e anche in Sicilia.
Il suo Segretario Federale, Gianfranco Vestuto, ha lanciato proprio stamane, la candidatura a sindaco del comune di Aci Castello in provincia di Catania, dell'architetto Erasmo Vecchio, cittadino castellese da sempre impegnato all'interno dello schema del sicilianismo indipendentista.

Un impegno civico verso il rinnovamento vero, quello della Lega Sud, che la comunità castellese chiede a gran voce. Una coalizione civica libera dai partiti che intende affermare la città come capitale turistica della Riviera Jonica. Una terra che rappresenta un unicum di eccellenza e qualità.

Ai cittadini di Aci Castello nei prossimi giorni sarà proposto un questionario, anche attraverso il web, le cui risposte serviranno per arricchire un comune programma elettorale incentrato su alcune tematiche di importanza strategica per il futuro della città.

RED

ufficiostampa@legasud.it

giovedì 17 gennaio 2019

Benzina e diesel: ecco i nuovi rincari! Ma non dovevano far sparire le accise?

Dopo i diversi cali di prezzo registrati nel mese di dicembre e la quiete di questo inizio di gennaio, tornano a salire i prezzi dei carburanti sulla rete itaGliana. 


Dopo l'intervento adottato da Q8 nella giornata di ieri, è arrivata la replica di Eni che lo scorso martedì 15 gennaio, ha ritoccato al rialzo di un centesimo i prezzi di diesel e benzina, mentre le quotazioni dei prodotti petroliferi in Mediterraneo segnano solo leggeri movimenti laterali.


Ecco i nuovi prezzi aggiornati Benzina e diesel:

Nel dettaglio, in base ai listini elaborati dal quotidiano "Energia" sui dati registrati alle ore 8 di lunedì 14 gennaio, e comunicati dai gestori all’Osservaprezzi carburanti del Mise, il prezzo medio nazionale praticato in modalità self della verde è pari a 1,495 euro/litro, con i diversi marchi che vanno da 1,484 a 1,524 euro/litro (no-logo a 1,482). Il prezzo medio praticato del diesel è a 1,429 euro/litro, con le compagnie che passano da 1,424 a 1,448 euro/litro (no-logo a 1,414).

Quanto al servito, per la benzina il prezzo medio praticato è di 1,633 euro/litro, con gli impianti colorati che vanno da 1,617 a 1,746 euro/litro (no-logo a 1,534), mentre per il diesel la media è a 1,567 euro/litro, con i punti vendita delle compagnie tra 1,570 a 1,671 euro/litro (no-logo a 1,463). Il Gpl, infine, va da 0,645 a 0,671 euro/litro (no-logo a 0,640).

Come dire: ecco a voi il #governodellaumentodeiprezzi come tutti gli altri del resto...

RED


"ITALIANI VENITE VOI IN AFRICA CHE C'E' TANTO LAVORO"

Città del Capo - capitale del Sud Africa
Provocazione o realtà di cui nessuno sinora ha voluto approfondire? Ciò che ha dichiarato il professor Martin Nkafu Nkemnkia, Direttore del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali Area Internazionale di Ricerca, Sviluppo e Cultura Africana della Pontificia Università Lateranense di Roma, durante un convegno sui gilet gialli che stanno mettendo a ferro e fuoco la Francia, tenutosi nei giorni scorsi nella capitale ed organizzato dal Movimento per le Libertà guidata dal Generale Pappalardo, apparentemente può sembrare assurdo e fuori luogo. In realtà però potrebbe celare una verità di cui si parla poco o nulla, quando le cronache quotidiane si riempiono di storie di ordinaria disperazione che vedono protagonisti migranti che provengono dal continente nero.


Lo stesso docente ha rilanciato ulteriormente confermando che gli italiani sono i benvenuti perché sono amici e vogliamo dare ai vostri giovani l’opportunità di fare esperienza, lavorando in Africa invece di starsene fermi, senza fare niente. Il mio dipartimento – ha poi proseguito – attualmente sta elaborando una serie di progetti che riguardano la cooperazione con l’Italia perché posso assicurarvi che nei nostri paesi ci sono tante possibilità di occupazione. Una visione dunque completamente rovesciata rispetto a quella che ci è propinata da sempre dai nostri media, preoccupati più di dare spazio a chi sull’affaire migranti si sta arricchendo o facendo le proprie fortune politiche, piuttosto che di andare a vedere come stanno realmente le cose come la deontologia professionale eppure imporrebbe!

I paesi africani come ad esempio la Nigeria sono pieni, zeppi di risorse: petrolio, oro, diamanti solo per citare le più importanti…..eppure ogni anno, da quei paesi scappano migliaia di giovani in cerca di fortuna in un’Europa che non è affatto in grado di accoglierli, vista l’attuale situazione economica che soprattutto nella sgangherata Italia dei giorni nostri vede altissimi tassi di disoccupazione e redditi che si stanno sempre più assottigliando. 
Sono sette Paesi (Costa d'Avorio, Ghana, Kenya, Nigeria, Sudafrica, Tanzania e Zambia), tutti nel continente africano, tutti ricchissimi di materie prime, e ognuno per la sua parte entrato di diritto nella lista delle economie emergenti del pianeta.



E' evidente che dietro a questa impressionante spinta di persone, ci sono i trafficanti di esseri umani guidati dai $ORO$ di turno e dalle pseudo organizzazioni non governative, che non si fanno alcuno scrupolo nell’allestire viaggi della speranza che spesso e volentieri si trasformano purtroppo in tragedie di cui faremmo volentieri a meno. Ma non solo, perché una volta sbarcati con lo status di clandestini non sappiamo l’identità di questi disperati, e quanti di loro effettivamente riescono poi ad integrarsi. Con conseguenze facilmente immaginabili, visto e considerato che poi è assai probabile che possano commettere atti delinquenziali di vario genere, o essere assoldati quale nuova manovalanza dalle nostre organizzazioni criminali.
L'AFRICA è RICCA, gli AFRICANI sono POVERI, grazie a tutti NOI che da 100 anni almeno sfruttiamo le sue risorse
In questo enorme giro di denaro, sono coinvolti naturalmente tutti i partiti politici presenti nel nostro paese: compresa anche la stessa Lega di Salvini, i cui amministratori locali percepiscono i ricchi cachet provenienti da quella struttura parassitaria e fancazzista che risponde al nome di Unione Europea, alimentata ogni anno con i nostri soldi!
Possibile che con tutte queste enormi ricchezze, l’Africa non riesca ad avere uno sviluppo economico autonomi che apra nuove opportunità lavorative non solo per i propri abitanti, ma anche per chi proviene da altri paesi? Si è tanto parlato e discusso della globalizzazione e della libertà di potersi spostare, ma una cosa che è stata scarsamente affrontata riguarda le opportunità presenti in luoghi che la vulgata descrive in preda a dittatori, guerre civili e malattie stante la secolare assenza di strutture legate alla sanità ed all’istruzione che permettano accettabili standard di vivibilità per tutti.
È un dato di fatto inconfutabile che potenze come la Cina, presenti in quei paesi già da diversi anni, stiano solo badando a sfruttarli senza minimamente preoccuparsi dei diritti umani (non lo fanno in casa propria con i tibetani o Hong Kong, figurati se si preoccupano di farlo altrove) o – e sarebbe forse la soluzione migliore per arginare finalmente un freno concreto alle imponenti e massicce ondate migratorie cui stiamo assistendo ormai da un decennio – di formare ed istruire al lavoro i giovani africani.
Sarebbe quindi il caso di ridefinire il rapporto con questo immenso continente in un modo totalmente diverso, partendo dall’assunto che semmai i paesi industrializzati dovrebbero pensare innanzitutto a fornire programmi di istruzione e formazione per la manodopera autoctona esportando magari non più armi e ricevendo in cambio droga e disperati. Bensì, prodotti tecnologicamente avanzati e di ottima qualità, una volta che gli africani avranno appreso le tecniche produttive e creato le condizioni affinché sviluppo e benessere finalmente permettano loro di poter essere padroni in casa propria.

In un’ottica davvero collaborativa e di scambio etico e proficuo, con il resto del mondo. Sono stati esportati merci, soldi e persone, ma non il know-how per permettere ai paesi più poveri del pianeta di realizzare quel salto di qualità che, colpevolmente, gli è stato negato dalla vicina Europa così come insegna la storia, quando ci ha raccontato della piaga del colonialismo che ha inibito ogni forma di sviluppo per i paesi africani, inducendoli allo schiavismo ed alla sottomissione.

Un sogno che potrebbe trasformarsi in realtà, ma dipende innanzitutto dalle nostre scelte e dalla nostra capacità di non continuare a considerare questo continente cui ci separa solo un braccio di mare, come un qualcosa di brutto ed indesiderato, solo perché i media continuano a raccontarci la storia che non esistono prospettive di sviluppo ed un futuro dignitoso per quelle popolazioni.
Vuoi vedere che paradossalmente potrebbero aprirsi delle opportunità inaspettate anche per i nostri giovani e che la soluzione per un problema che rischia di far scoppiare una guerra fra poveri indesiderata e dalle imprevedibili conseguenze, sia più a portata di mano di quello che immaginiamo? Sembra assurdo, a parlarne in questi termini ma se solo iniziassimo a ragionare in maniera lucida e razionale, non dovremmo scartare a priori questa possibilità.

Si tratta – come avrete potuto capire - di un tema molto interessante, sul quale promettiamo di tornarci molto presto per un dovuto approfondimento, visto e considerato che di questo aspetto si sa poco o nulla.


RED

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domenica 13 gennaio 2019

LA FRANCIA DEI GILET GIALLI E L'ITALIA SENZA LEADER E PROGETTI CHE CERCA DI IMITARLI



In Francia continuano le proteste dei gilet gialli: vediamo chi sono, cosa vogliono, il loro possibile partito e come il movimento è stato ripreso in Italia.
Tutto è nato come una protesta contro il caro carburante, ma ora i gilet gialli in Francia, pronti anche a diventare un partito, non hanno intenzione di fermarsi neanche dopo le aperture del governo. 
Nonostante gli impegni di Emmanuel Macron, con l’Eliseo che ha sospeso il pacchetto di aumenti incriminato insieme ad altre misure come l’aumento del salario minimo e la detassazione degli straordinari, il movimento sta continuando nella sua protesta ormai diventata sociale. Dopo due mesi di manifestazioni, il bollettino provvisorio parla di 10 persone morte (soprattutto a causa di investimenti durante i blocchi stradali), oltre 3.000 ferite mentre sarebbero quasi 5.000 gli arresti
Ma chi sono e cosa vogliono questi gilet gialli che stanno gettando nel caos la Francia? Vediamo allora i motivi della loro protesta e da chi sono composti, con il movimento che ora è arrivato mal scopiazzato anche in Italia, anche se ci sono molte evidenti differenze e finalità rispetto ai cugini francesi. Può sembrare strano, ma alla base della nascita dei gilet gialli c’è una signora dall’aria della classica vicina della porta accanto. Si chiama Jacline Mouraud e di professione dovrebbe fare la cantautrice da quanto si apprende.

A scatenare il tutto è stato un video di 5 minuti postato dalla Mouraud su Facebook dove la donna si scagliava contro Emmanuel Macron, reo di accanirsi contro gli automobilisti “tanto voi potenti che state nelle grandi città avete gli autisti”. Nel mirino in particolare c’è l’aumento delle accise per la benzina, la decisione di abbassare il limite di velocità sulle strade statali da 90 a 80 chilometri orari, l’aumento dei pedaggi autostradalie l’incremento del numero dei radar per le multe. Il video è diventato immediatamente virale con milioni di visualizzazioni, tanto che il 17 novembre dai social i gilet gialli sono passati alla prima manifestazione organizzata in contemporanea in 600 città francesi. Da quel momento c’è stato un sempre maggiore aumento del numero dei protestanti (si parla di 250.000) ma anche una escalation degli scontri. Finora il tragico bollettino parla di 10 morti, oltre 3.000 feriti e quasi 5.000 arresti. Inizialmente quindi la protesta è nata in maniera spontanea sul web, unendo i tanti automobilisti inferociti per le decisioni del governo Macron. Dal punto di vista politico, le motivazioni dei gilet gialli hanno subito trovato l’appoggio di Marine Le Pen e Jean-Luc Mélenchon, leader in Francia rispettivamente del principale partito di destra e di sinistra. All’interno di questo movimento si sarebbero inseriti quindi gruppi di estrema destra e di estrema sinistra, che si sono uniti alla protesta degli automobilisti per le decisioni prese dal governo Macron. In tutto questo si sono uniti adesso anche gli studenti, con centinaia di scuole e atenei in tutta la Francia che sono state occupati. Anche qui non sono mancati momenti di tensione con la polizia. A prendere parte alle manifestazioni c’è quindi un universo più che variegato: gruppi estremisti politici, studenti, anarchici, movimenti, disoccupati e anche tante donne. Difficile dare di conseguenza una connotazione politica alla protesta ma, viste le imminenti elezioni europee, non è da escludere che questo movimento possa trasformarsi anche in un partito.

Come abbiamo visto tutto è nato dai social per protestare contro il pacchetto di misure deciso da Emmanuel Macron. Preferisco aumentare le tasse sul carburante che quelle sul lavoro” è stata la presa di posizione del presidente. L’obiettivo del governo francese è quello di favorire l’uso di veicoli più eco-compatibili per una visione più ecologica del futuro. “Le persone che si lamentano dell’aumento dei prezzi del carburante sono le stesse che si lamentano dell’inquinamento” ha affermato poi sempre Macron. Secondo i gilet gialli invece queste misure (ora sospese) avrebbero colpito solo gli automobilisti specie quelli dei centri più piccoli e rurali, chiedendo un passo indietro da parte del governo. Uno scontro quindi che sarebbe anche in qualche modo sociale, partendo proprio dalle campagne e dai piccoli centri. Se da un lato quindi Emmanuel Macron diceva che le scelte prese erano necessarie per cercare di contenere e abbassare l’inquinamento, da un lato c’era chi rimproverava al leader di En Marche! di non aver messo sul piatto anche misure alternative per chi non può fare a meno dell’auto per muoversi. Dal caro benzina però la protesta sta diventando sempre più uno scontro sociale, poveri contro ricchi, assumendo anche contorni politici con una ostilità di fondo verso l’attuale governo francese.
  • Ecco l’elenco dei punti richiesti dai gilet gialli al governo pubblicato dall’edizione francese dell’Huffington Post: Eliminazione del crescente fenomeno dei senzatetto con una lotta senza quartiere alla povertà.
  • Più progressività nelle imposte sul reddito, vale a dire più scaglioni.
  • SMIC (il salario minimo francese) a 1.300 euro netti.
  • Promuovere le piccole imprese nei villaggi e nei centri urbani. Fermare la costruzione di grandi aree commerciali intorno alle principali città che uccidono le piccole imprese. Più parcheggi gratuiti nei centri urbani.
  • Ampio piano di isolamento termico delle abitazioni per promuovere interventi ecologici facendo al contempo risparmiare le famiglie.
  • Tasse: che i grandi (MacDonald, Google, Amazon, Carrefour, ecc.) paghino TANTO e i piccoli (artigiani, piccole imprese) poco. 
  • Lo stesso sistema di sicurezza sociale per tutti (compresi gli artigiani e le partite IVA). Fine della RSI (piano sociale per i lavoratori indipendenti). 
  • Il sistema pensionistico deve rimanere solidale e quindi socializzato. Nessun pensionamento a punti (In Francia è stata introdotta una riforma del sistema pensionistico che prevede il calcolo in base a un sistema di punti. Ogni anno l’importo dei contributi versati in relazione ad uno stipendio o ad un reddito di riferimento viene convertito in punti, a seconda del valore di acquisto unitario del punto applicabile all’esercizio in questione). Fine dell’aumento delle tasse sul carburante.
  • Nessuna pensione inferiore a 1.200 euro.
  • Qualsiasi rappresentante eletto avrà diritto al salario medio. Le spese di trasporto saranno monitorate e rimborsate se giustificate. Diritto al buono per il ristorante e ai chèque-vacances (simili ai ticket usati da noi come retribuzioni.
  • I salari di tutti i francesi, nonché delle pensioni e delle indennità devono essere indicizzati all’inflazione (tipo la nostra vecchia scala mobile).
  • Proteggere l’industria francese: proibire le delocalizzazioni. Proteggere il nostro settore industriale vuol dire proteggere il nostro know-how e il nostro lavoro.
  • Fine del lavoro distaccato. È anormale che una persona che lavora in territorio francese non benefici dello stesso stipendio e degli stessi diritti. Chiunque sia autorizzato a lavorare in territorio francese deve essere alla pari con un cittadino francese e il suo datore di lavoro deve contribuire allo stesso livello di un datore di lavoro francese.
  • Per la sicurezza del lavoro: limitare ulteriormente il numero di contratti a tempo determinato per le grandi aziende. Vogliamo più CDI (contratti a tempo indeterminato).
  • Fine del CICE (Credito d’imposta per la competitività e l’occupazione). Usare questi soldi per il lancio di un’industria automobilistica francese a idrogeno (che è veramente rispettosa dell’ambiente, a differenza della macchina elettrica).
  • Fine della politica di austerità. Smettiamo di rimborsare gli interessi sul debito dichiarati illegittimi e iniziamo a rimborsare il debito senza prendere i soldi dai poveri e dai meno poveri, ma perseguendo gli $80 miliardi di evasione fiscale.
  • Affrontare le cause della migrazione forzata.
  • I richiedenti asilo siano trattati bene. Dobbiamo loro alloggio, sicurezza, cibo e istruzione per i minori. Collaborare con l’ONU affinché i campi di accoglienza siano aperti in molti Paesi del mondo, in attesa dell’esito della domanda di asilo.
  • Che i richiedenti asilo respinti siano rinviati al loro Paese di origine.
  • Che sia implementata una vera politica di integrazione. Vivere in Francia significa diventare francese (corso di francese, corso di storia francese e corso di educazione civica con certificazione alla fine del corso).
  • Salario massimo fissato a 15.000 euro.
  • Creare lavoro per i disoccupati.
  • Aumento dei fondi per i disabili.
  • Limitazione degli affitti. Alloggi in affitto a costi più moderati (soprattutto per studenti e lavoratori precari).
  • Divieto di vendere le proprietà appartenenti alla Francia (dighe, aeroporti, ecc.)
  • Mezzi adeguati concessi al sistema giudiziario, alla polizia, alla gendarmeria e all’esercito. Che gli straordinari delle forze dell’ordine siano pagati o recuperati.
  • Tutto il denaro guadagnato dai pedaggi autostradali sarà utilizzato per la manutenzione di autostrade e strade in Francia e per la sicurezza stradale.
  • Poiché il prezzo del gas e dell’elettricità è aumentato in seguito alle privatizzazioni, vogliamo che siano nuovamente nazionalizzati e che i prezzi scendano in modo significativo.
  • Cessazione immediata della chiusura di piccole linee di trasporto, uffici postali, scuole e degli asili nido.
  • Pensare al benessere dei nostri anziani. Divieto di fare soldi sugli anziani. L’era dell’oro grigio è finita. Inizia l’era del benessere grigio.
  • Massimo 25 studenti per classe dalla scuola materna alla dodicesima classe.
  • Risorse adeguate destinate alla psichiatria.
  • Il referendum popolare deve entrare nella Costituzione. Creare un sito leggibile ed efficace, sotto la supervisione di un organismo di controllo indipendente in cui le persone possano presentare una proposta di legge. Se questo disegno di legge ottiene 700.000 firme, questo disegno di legge dovrà essere discusso, completato e modificato dall’Assemblea Nazionale, che avrà l’obbligo (un anno dopo il giorno in cui sono state ottenute le 700.000 firme) di inviarlo al voto di tutti i francesi.
  • Ritorno a un termine di 7 anni per il Presidente della Repubblica. L’elezione dei deputati a due anni dall’elezione del Presidente della Repubblica ha permesso di inviare un
  • segnale positivo o negativo al Presidente della Repubblica sulla sua politica. Ha aiutato a far sentire la voce della gente.
  • Pensionamento a 60 anni e per tutti coloro che hanno lavorato usando il fisico (muratore o macellaio per esempio) diritto alla pensione a 55 anni.
  • Un bambino di 6 anni non si mantiene solo, continuazione del sistema di aiuto PAJEMPLOI (servizio sociale dedicato all’infanzia attualmente valido fino ai 6 anni di età) fino a quando il bambino ha 10 anni.
  • Promuovere il trasporto di merci su rotaia.
  • Nessuna prelievo alla fonte.
  • Fine delle indennità presidenziali per la vita.
  • Vietare ai commercianti di pagare una tassa quando i loro clienti usano la carta di credito. Tassa sull’olio combustibile marino e sul cherosene.
Come si può vedere, si tratta di diverse tematiche che svariano dal lavoro fino alla scuola e all’ambiente. Non è un caso quindi che in molti pensano ai gilet gialli già come un partito, tanto che i sondaggi li darebbero al 12%. Alla fine con un discorso in diretta TV alla nazione, Emmanuel Macron ha reso ulteriormente la mano ai gilet gialli, annunciando l’aumento di 100 euro dei salari minimi e la detassazione degli straordinari e dei premi. Nonostante questa apertura da parte del governo, non si sono fermate le proteste con i manifestanti che ogni sabato continuano a scendere in piazza in un clima ormai sempre più esasperato. Dopo numerose voci a riguardo, è arrivata anche la prima conferma di come i gilet gialli, o perlomeno una parte di loro, siano pronti a dare vita a un vero e proprio partito che potrebbe essere in campo alle elezioni europee di fine maggio.

Dietro questa operazione c’è sempre lei, Jacline Mouraud, che raggruppando tutta l’area moderata del movimento è pronto a dare vita a Les Emergents, “Gli Emergenti”, anche se l’ala più radicale dei gilet gialli non sembrerebbe essere molto in sintonia con questa scelta.
In ItaGlia?  Il Movimento 5 Stelle che subito ha proclamato la sua vicinanza al movimento mettendo a disposizione della Mouraud anche la piattaforma Rousseau.

Questo ammiccamento dei 5 Stelle al partito dei gilet gialli è evidentemente non essere casuale in ottica elezioni europee ed in concomitanza di una flessione dei grillini dovuta alle tante promesse non realizzate. 
Ma ovviamente a cavalcare l'onda della propaganda a basso costo, non poteva mancare anche l'onnipresente "Lega Felpettiana" di Matteo Salvini, che però ha dimenticato quanto Oltralpe il movimento da lui "guidato" è in aperto contrasto con il governo Macron, mentre qui in Itaglia si dichiara in sintonia con il fondatore del coordinamento Giancarlo Nardozzi .

Da registrare tra le sagre politiche, anche quella andata in scena ieri a Roma con la manifestazione del sempre indurito generale Pappalardo, che si è esibito in un gemellaggio/giuramento con una cariatide pluridecorata francese. Baci, applausi, foto e baci ai due tricolori nel tripudio del gruppetto di fedelissimi convenuti, confondendo "sovranità degli stati!, con "Sovranità dei Popoli". 

Insomma la solita Itaglia da cabaret e sempre nulla di nuovo sotto il sole.

RED

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venerdì 11 gennaio 2019

NUOVI LIMITI 2019 PER I PAGAMENTI IN CONTANTI: OLTRE I 3MILA EURO SOLO PER I CITTADINI STRANIERI



Limite contanti 2019 a 3000 euro: per effetto della Legge di Stabilità è stata modificata la normativa Antiriciclaggio che ha previsto in Italia il limite dell'uso contante a 999,99 euro, a partire dal 6 dicembre 2011 ed il limite per assegni, di libretti di deposito al portatore, di titoli al portatore e di utilizzo di denaro contante da 2.500 a 1000 euro, direttiva del 13 agosto 2011, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 188, in vigore con l’approvazione del Decreto Legge 13/08/2011 n.138.
Il limite uso denaro contante è di 3 mila euro, fatta eccezione per i money transfer e assegni, per i quali il limite rimane di 999,99 euro.

Obbligo pagamenti tracciabili quando e per cosa?

L'obbligo di pagamento con metodi tracciabili è per le seguenti operazioni:
  • Pagamenti tracciabili canoni di locazione: la norma che vietava il pagamento dell'affitto in contanti per le unità familiare, ad esclusione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica e locazioni commerciali, in realtà non è mai entrata in vigore. Infatti secondo i chiarimenti del Ministero del Tesoro, l'obbligo di pagare il canone di locazione esclusivamente con pagamenti tracciabili quali ad esempio: bonifici, assegni, postepay, carta di credito ecc non è previsto. Pertanto, a prescindere dall'aumento dell'uso del contante a 3000 euro, il canone di affitto si può pagare in contanti, basta una ricevuta che ne dimostri il passaggio tra il locatore e locatario, utile anche ai fini di riconoscimento di eventuali agevolazioni e detrazioni fiscali.
  • Pagamenti nei settori del commercio e dei servizi: L'articolo 15 del D.L. 179 del 2012 attuato dal decreto 24 gennaio 2014 del Ministero dello sviluppo economico, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, ha previsto l'obbligo per coloro che vendono prestazioni professionali o beni di accettare pagamenti con carte di debito o credito per acquisiti superiori a 30 euro. L'obbligo POS professionsiti è stato poi rinviato a data da destinarsi.
  • Acquisto di servizi di pubblicità on-line e di servizi ausiliari: il pagamento può essere effettuato solo con struemnti tracciabili come il bonifico bancario o postale in cui sia evidenziati i dati identificativi del beneficiario, ivi compresa la partita IVA.
  • Inoltre, la Legge Delega fiscale n. 23 del 2014 ha previsto di incentivare il limite dell'uso del denaro contante, introducendo l'utilizzo della fatturazione elettronica PA e la fattura digitale società e imprese private, imposta di bollo virtuale, trasmissione telematica dei corrispettivi, super banca dati dell'Agenzia delle Entrate per controllare la documentazione IVA, le transazioni effettuate grazie alla tracciabilità e della fattura elettronica tra privati..
  • Pagamenti F24 sopra 1.000 euro TASI, IMU, IVA e altri tributi o quando è il saldo f24 è a zero o il contribuente deve operare delle compensazioni, il pagamento deve essere effettuato tramite f24 online, accedendo ai servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate. Tale obbligo è stato abilito.
  • Stipendi e retribuzioni: a partire dal 1° luglio 2018, dovrebbe entrare in vigore la nuova norma che prevede il divieto pagamento stipendi in contanti.


Limite uso contanti 2019 a 3000 euro: per quali titoli?

La Normativa Antiriciclaggio ha previsto che a decorrere dal 6 dicembre 2011, vi sia un limite dell'uso di denaro contante. Tale limite, è riconfermato anche per l'anno 2015 a 1000 euro, mentre con la Legge di Stabilità 2016 ed il maxi-emendamento, il limite uso contanti 2019 è di 3000 euro per:
Trasferimento di Contanti, Libretti di Deposito e Titoli al Portatore: Il limite massimo per effettuare trasferimenti in contanti è fissato in € 3.000, pertanto, sono vietati tutti i trasferimenti di denaro contante, di libretti di deposito al portatore, di titoli al portatore tra soggetti diversi, che abbiano un valore di €3.000 anche se frazionato ma superiore o pari comunque a € 3.000. I trasferimenti di denaro oltre tale importo possono essere eseguiti solo per il tramite di banche, di Poste Italiane Spa o carte di credito.
Libretti di Deposito al Portatore, di libretti di deposito al portatore emessi dalle Poste prevede che questi non possono avere un saldo pari o superiore a € 3.000 in caso di superamento di tale limite, dovranno essere obbligatoriamente ridotti dal possessore. Nel caso in cui un libretto di deposito al portatore venga trasferito ad altro soggetto, il possessore ha tempo 30 giorni per comunicare alla banca i dati identificativi del soggetto a cui è stato intestato il libretto e la data del trasferimento. Per dati identificativi si intendono: per le persone fisiche, nome e cognome, data e luogo di nascita, indirizzo, codice fiscale, tipo ed estremi del documento di identità; se soggetto diverso da persona fisica, denominazione, sede legale, codice fiscale.
  • Quando è possibile pagare in contanti sopra i 3.000 euro? I casi in cui è possibile effettuare pagamenti in denaro contante oltre i 3000 euro sono solo ed esclusivamente quelli operati nei confronti di: Operatori di commercio al minuto e agenzie di viaggio e turismo: autorizzati a ricevere pagamenti di beni e servizi a cittadini stranieri non residenti in Italia.
  • Prelievi conto corrente: non cambia nulla ma sono stati introdotti de nuovi limiti prelievi in contanti sul conto corrente.
  • Il limite di pagamento del canone di affitto in contanti, è fino a 3.000 euro in quanto la Legge di Stabilità 2016 ha eliminato l'obbligo di pagare i canoni di locazione di unità abitative con strumenti idonei alla tracciabilità dei pagamenti come anche l’obbligo per i soggetti della filiera dei trasporti ad effettuare i pagamenti dei corrispettivi relativi ai contratti di trasporto su strada utilizzando strumenti elettronici.

Limite uso contanti 1.000 euro per assegni e money trasfer:

L'aumento della soglia a 3000 euro, deciso dalla Legge di Stabilità, non si applica ai seguenti strumenti di pagamento:
Assegni bancari e postali, vaglia postali e cambiari soglia rimane a 999,99 euro: Le banche obbligatoriamente sono tenute al rilascio di libretti di assegni bancari e ad emettere Assegni Circolari muniti già della clausola “NON TRASFERIBILE”. Tale clausola sugli assegni bancari e circolari, è obbligatoria per quelli emessi dal 6 dicembre 2011 per importi pari o superiori a € 1.000.
Gli assegni emessi con tale clausola devono riportare sempre il nome o la ragione sociale del beneficiario. Il cliente può chiedere in forma scritta alla propria banca, il rilascio di libretti di assegni bancari o l’emissione di assegni circolari in forma libera, ovvero, senza la clausola di non trasferibilità, con l’applicazione di un’imposta di bollo, pari a € 1,50. In ogni caso, dal 6 dicembre sugli assegni per importo pari o superiore a € 1.000 deve essere obbligatoriamente apposta la clausola “Non Trasferibile”.
Le banche, in caso di richiesta e rilascio di assegni in forma libera, sono tenute alla comunicazione alle Autorità pubbliche competenti, dei dati identificativi ed il codice fiscale dei richiedenti e di coloro che li abbiano presentati all’incasso. Gli assegni bancari emessi a nome dello stesso correntista compresi quelli ‘a me stesso’, ‘a me medesimo’ o similari non possono circolare ma possono essere girati unicamente ad una banca per l’incasso.
Money Transfer: la soglia rimane a 1.000 euro.
Normativa antiriciclaggio: sanzioni, controlli e violazioni









La violazione alle normative Antiriciclaggio prevede l’applicazione di sanzioni amministrative pecuniarie erogate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, al quale le banche sono tenute a segnalare tutte le infrazioni di cui abbiano notizia. La lotta al riciclaggio e all’evasione fiscale è svolta dalla Direzione V mediante un’attività normativo-interpretativa e un’attività sanzionatoria:
Attività normativo-interpretativa mediante:
La messa a punto di modelli e schemi dei vari provvredimenti necessari ad attuare la legge antiriciclaggio e al testo Unico bancario.
Risoluzione delle questioni rilevate in sede operativa nell’ambito di applicazione delle suddette leggi.
Un Comitato antiriciclaggio, composto da rappresentanti della Banca d’Italia, dell’Ufficio italiano dei cambi e della Guardia di finanza.
Una collaborazione con le altre autorità locali ed estere e organismi internazionali competenti nella lotta al riciclaggio.
Attività sanzionatoria: l’inosservanza della normativa antiriciclaggio comporta una serie di sanzioni pecuniarie, tutte le infrazioni amministrative della  normativa antiriciclaggio sono segnalate al MEF da banche, uffici della Pubblica Amministrazione e in generale dalle Autorità competenti e dagli organi di  vigilanza e controllo e consistono nell’inosservanza del:
  • divieto di effettuare tra soggetti diversi, senza il tramite degli intermediari abilitati, trasferimenti a qualsiasi titolo di denaro contante, di libretti di deposito bancari o postali al portatore o di titoli al portatore quando il valore da trasferire è complessivamente superiore ad € 5.000,00
  • dell’obbligo di indicare il nome o la ragione sociale del beneficiario e/o di apporre la clausola di non trasferibilità sui vaglia postali e cambiari, sugli assegni postali, bancari e circolari emessi per importi superiori ad € 5.000,00 
  • l’omessa comunicazione al MEF da parte dei funzionari delle amministrazioni pubbliche, dei pubblici ufficiali e degli intermediari abilitati delle sopraspecificate violazioni delle quali abbiano avuto notizia in relazione ai loro compiti di servizio e nei limiti delle loro attribuzioni. Tale segnalazione deve essere effettuata al MEF entro 30 giorni dalla data in cui se ne è avuta notizia
  • l’omessa segnalazione di operazioni sospette, salvo che il fatto costituisca reato, da parte degli intermediari
Tutte le fasi del procedimento sanzionatorio si svolgono nell’ambito della Direzione V e comprendono atti di contestazione, istruttorie, audizioni personali e relazioni illustrative alla Commissione Consultiva, predisposizione dei decreti sanzionatori, contenzioso, fase esecutiva, rappresentanza in giudizio dell’Amministrazione. 
Le violazioni delle nuove normative antiriciclaggio sono punite con una sanzione amministrativa pecuniaria Non inferiore a 3.000,00 euro, inoltre, le Banche sono obbligate alla segnalazione delle violazioni alle Autorità di tutte le infrazioni commesse dai cittadini, circa le nuove disposizioni Antiriciclaggio.
RED
(fonte: Guidafisco)

giovedì 10 gennaio 2019

CON QUESTI PAGLIACCI ITAGLIANI E’ GIA' CARNEVALE


Ci siamo da poco lasciati alle spalle le festività natalizie, ma siamo già proiettati in pieno Carnevale. No, non è stata inventata la macchina del tempo che ci permette di viaggiare in questo caso nel futuro di qualche mese. Né tantomeno si tratta di un fantasioso spot televisivo. Ma di una realtà tangibile e lapalissiana, perché la politica in questo sgangherato paese è ormai piena zeppa di clown, che non riescono nemmeno a strapparci una risata perché fanno piangere.

Siamo passati dal classico teatrino ad un qualcosa di assai simile ad un circo, in cui i cittadini si vedono sempre più limitati i propri diritti ed irrisolti i propri problemi. Non stiamo parlando esclusivamente dei migranti che ormai riempiono le cronache quotidiane di giornali e telegiornali, ma in maniera pragmatica dell’innata propensione di questa classe politica da operetta a tenere eternamente distratti gli elettori, nei modi più disparati. O magari della boutade del reddito di nullatenenza, autentica mancetta elettorale promessa dal bibitaro Di Maio, per ringraziare in maniera sostanziale chi è caduto nella trappola ordita dai pentastellati.

Restano infatti ancora sul tavolo tante emergenze grandi e piccole che non si ha la volontà di eliminare, a causa dell’incapacità di chi eppure è pagato profumatamente per amministrare la “cosa” pubblica.
Il riferimento ai primi cittadini delle due grandi capitali del Sud, è lampante. A Napoli come a Palermo, abbiamo assistito ai continui starnazzamenti di sindaci come De Magistris ed Orlando, che si stanno preoccupando più del business legato all’immigrazione clandestina invece di togliere la spazzatura dalle strade o rendere le città che amministrano più sicure e ricche di opportunità per quei tanti giovani che, invece ed a dispetto delle panzane che continuano a raccontare, sono costretti ogni anno ad abbandonare le proprie terre natìe. Proseguendo in quell’opera di depauperamento delle risorse (anche umane) che questo stato itagliano di sciacalli ha inaugurato da oltre 150 anni a questa parte.
Nel caso in esame, fa specie oltre che tristezza vedere come queste due città, dal passato nobile e fiero, siano oggi diventate autentiche latrine a cielo aperto grazie alla sciatteria conclamata di amministrazioni comunali composte da emeriti ed acclarati incapaci.
A Napoli, in particolare, Gigginoo’ sindachino” ha creato un’enorme voragine sulle finanze della città ricevendo, in questi ultimi mesi, continui richiami da parte della Corte dei Conti che sta paventando da tempo l’avvio della procedura di default. Cosa che ha alimentato la propensione a piagnucolare del sindachino che straparla di debito ingiusto, dimenticando il modo con cui continua a scialacquare i soldi dei napoletani.

Non contento di ciò, il primo cittadino partenopeo ha peggiorato la qualità della vita del capoluogo campano ed ora si sta stracciando le vesta per accogliere i migranti, nel frattempo, piantonati nell’isola di Malta. Adducendo motivazioni umanitarie, sicuramente per un tornaconto personale e politico dal momento che non saranno rieletti ed ora stanno cercando una nuova collocazione politica per potersi riciclare sotto altra forma (anfibia, s’intende…).
Perché quando poi scopri che esistono delle relazioni economiche con le famigerate Open Society di proprietà di quel male incurabile che risponde al nome di George $ORO$, allora capisci che dietro la maschera buonista si cela la più squallida ed infima delle opere di accattonaggio e di speculazione, perpetrate sulle spalle di questi disperati ed ingannando in maniera scandalosa i cittadini. Lo stesso discorso va fatto per l’Orlando bugiardo e viscido che, ricordiamo, ai tempi della lotta alla mafia condotta dal pool di magistrati di Palermo guidati dal mai troppo rimpianto Giovanni Falcone ebbe addirittura l’ardire di criticarlo aspramente, salvo poi spargere le solite lacrime da coccodrillo una volta che quel giudice è stato ammazzato. Anche lui, allettato dai ricchi profitti che è possibile spuntare da questa tratta degli schiavi 2.0, ed abbandonando Palermo al proprio destino.

Con conseguenze sociali facilmente immaginabili e dagli esiti quanto mai imprevedibili: infatti, una volta sbarcati sulle nostre coste e dispiegati lungo i centri di accoglienza, è spontaneo innanzitutto chiedersi chi siano, da dove vengono, se realmente scappano da una guerra e se soprattutto si sono macchiati di crimini nei rispettivi paesi di provenienza. Dopodiché in che modo si sostengono, se hanno un reddito dimostrabile ed un tetto sotto cui ripararsi ed essere rintracciabili. Quelle che sono elementari regole di buonsenso e di imparzialità, in questo paese di buffoni e di idioti, restano pie chimere. Il costo non solo economico, ma anche e soprattutto sociale ricadrà come al solito sulle già zavorrate spalle dei cittadini, che fanno sempre più fatica a portare il piatto a tavola. E che si trovano anche a dover fronteggiare, in tantissimi casi di cui purtroppo sono sempre più piene le pagine di cronaca nera, gli atti di piccola e grande criminalità perpetrati da chi dice di scappare dalla guerra….Non parliamo di chi vive in ville ipersorvegliate e lussuosissime ma di lavoratori, pensionati e piccoli imprenditori che sorreggono quel che resta del tessuto economico e sociale, di questo paese sull’orlo del baratro.
Appaiono a dir poco evidenti le contraddizioni e l’ipocrisia di chi parla di buonismo quando magari potrebbe anche mettere a disposizione il ricco patrimonio di cui dispone (IOR docet). È il caso del Vaticano e di Papa Francesco che mette il becco su questioni che appartengono alla politica, e non pensa ad estirpare la piaga dei preti pedofili che tanto dolore hanno provocato in tantissimi bambini.

Così come anche la stessa Europa (che non abbiamo MAI votato e che ci è stata imposta attraverso veri e propri trattati capestro), se ne sta lavando vigliaccamente e pilatescamente le mani, dando il contentino dei contributi comunitari a chi accoglie questi clandestini.
In tutto questo, appare chiarissimo che l’altro pagliaccio che rischia di fare man bassa di voti anche nei nostri territori non possa che essere l’ineffabile Matteo Salvini. Il parassita padano sta ricevendo assist a dir poco formidabili da De Magistris, Orlando e tutti quei sindaci che vorrebbero disattendere quella che (giusta o sbagliata) è pur sempre una legge approvata da un Parlamento.

Che in quanto tale, logica impone, andrebbe rispettata. Ed invece qualcuno sta contestando in maniera pretestuosa, non solo rendendosi ridicolo agli occhi dei suoi stessi elettori. Creando inoltre un pericoloso precedente perché, a quel punto, chiunque potrebbe fare lo stesso per emulazione di chi invece le regole dovrebbe farle rispettare. Per non parlare poi – ed è questa la cosa più assurda e paradossale – del formidabile assist che stanno servendo su un piatto d’argento, al loro peggiore nemico che non aveva certo bisogno di queste prese di posizioni ridicole e insensate, per apparire agli occhi del popolino come il salvatore (?!) della patria.
Insomma, in questo scenario da Circo Barnum non si vedono vie d’uscita per questo paese, avviato ad un declino sempre più inevitabile. Sempre che i territori decideranno finalmente di tagliare una volta e per tutte, ponti e soldi a Roma ladrona.

F.M.

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