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venerdì 4 aprile 2014

L'avanzata impetuosa del fronte anti euro e la voglia di indipendentismo

Sulla scia di un processo di autodeterminazione dei popoli che sta trovando consensi sempre più ampi, aumenta e si allarga a macchia d'olio la rabbia contro questo tipo di Europa, lontana anni luce dalle esigenze dei cittadini e che si sta arroccando su stessa, non volendo capire che si sta firmando con le proprie mano una fine ingloriosa. Un dato su tutti vale la pena di evidenziare e fornisce un'unica chiave di lettura su due aspetti che non proprio tutti hanno colto. 

Il 7% che alcuni sondaggi attribuiscono alla Lega Nord e che potrebbe ulteriormente ampliarsi da qui al prossimo 25 Maggio, e' il sintomo più evidente che oltre alla spinta contro questo tipo di Europa, fatta ad immagine e somiglianza di veri e propri satrapi, c'è da aggiungere il vento secessionista che sta animando un po' tutto il vecchio Continente e che presto potrebbe diventare un incendio che travolgerà le decrepite e fallimentari strutture centraliste. Dalla Crimea al Veneto, passando per i referendum che verranno come quelli di Catalogna e Scozia c'è un comune denominatore che è facilmente riscontrabile nello sfinimento di popolazioni nei confronti di strutture nazionali oppressive e dittatoriali. 

La strategia poi di chi si traveste da "democratico" e' quella di ritenere e bollare quale incostituzionale grazie alla solita, colpevole e vigliacca complicità, di un mainstream totalmente asservito ai poteri forti, un elementare diritto insito nella natura umana: ovvero, quello dell'autodeterminazione, sancito e cristallizzato dall'art. 20 della carta ONU che vale per qualunque comunità e che rappresenta un baluardo per chi non si riconosce o non vuole più far parte di una struttura mal funzionante. Questo discorso va esteso anche e sopratutto per l'Italia, come vedremo più in la. E' capitato con il regime spagnolo che ha dichiarato l'incostituzionalità del referendum che si svolgerà nel prossimo autunno in Catalogna. Sta avvenendo in questi giorni con il Veneto che, dopo il plebiscitario esito di un referendum digitale che ha detto che la maggioranza dei cittadini di quella regione intende secedere dallo stato centralista italiano, si ritrova coinvolto in una vicenda dai contorni assai poco chiari. 

Alcuni leader indipendentisti veneti sono stati infatti arrestati dai ROS di Brescia nell'ambito di un'indagine in cui è stato rinvenuto un automezzo (c'è chi parla di un trattore, chi di una ruspa) da utilizzare per manifestazioni violente che avrebbero attentato all'unità dello stato! Al di la' delle circostanze che restano tutte da chiarire, in questa vicenda colpiscono due aspetti: l'aver provveduto a rendere esecutivi questi provvedimenti, all'indomani della decisione assunta dal Consiglio Regionale Veneto di indire un referendum questa volta reale, e la solerzia con cui sulla base di prove su cui nutro il sospetto che siano state artatamente create per incolpare chi sta rivendicando legittimamente un proprio diritto, senza aver utilizzato armi di alcun tipo se non la forza del pensiero e delle proprie idee, si ritrova con una procedura penale sul groppone! Il tutto, mentre i veri delinquenti vanno a rubare, rapinare e truffare la povera gente che è costretta alla fame da una classe politica composta da criminali e mafiosi della peggiore specie che premiano anche quei clandestini che entrano illegalmente nel nostro paese e pretendono pure di dettare legge, oltre che di essere vergognosamente serviti e riveriti. E non può neppure permettersi di manifestare liberamente la propria rabbia ed il proprio dissenso, altrimenti scattano le patenti di "populismo" (a questo punto, mi vanto di esserlo se questo significa chiedere cose giuste e di buon senso), o addirittura gli arresti, con azioni e tempistiche che ricordano assai da vicino il ventennio fascista! Solo che a fianco di una svastica ci troviamo, una schifosissima falce e martello visto che parliamo di un governo impregnato del peggio becerume comunistoide! 

In questo contesto, il fronte anti euro potrebbe ricevere un'ulteriore spinta proprio dalla spinta disgregatrice dei movimenti secessionisti ed indipendentisti il cui nemico non è solo una struttura di stato di appartenenza, ma anche quell'Europa che, nata su un'idea federale, e' diventata in realtà anch'essa un centro di spreco e di burocrazia oppressiva ed accentratrice. Oltre che ad essere guardata con sospetto e diffidenza dai cittadini, visto che spesso e volentieri ha brillato in questi decenni non certo per lungimiranza! 

Francesco Montanino

Lega Sud - Ausonia

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