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venerdì 16 maggio 2014

"AL SUD IMMOBILISMO E MANCANZA DI COSCIENZA CIVICA IMPEDISCONO IL CABIAMENTO" - Intervista al Segretario della Lega Sud Ausonia

intervista
- Segretario Vestuto com'è nata la sua decisione di candidarsi al Parlamento Europeo?

GV: In questo momento il Parlamento Europeo si trova ad avere un ruolo strategico per il futuro dei singoli stati membri. Di sicuro si sta delinenando una non comunità a trazione tedesca, dove l'Italia in particolare potrebbe, invece di avere benefici, rimanerne strozzata soprattutto da una moneta quale è l'euro, che fino ad oggi ha penalizzato la nostra economia ed il tessuto delle  PMI in particolare. La consapevolezza di questo momento storico, ha determinato di sicuro la voglia di dare un mio contributo su questi argomenti.

- Come mai un napoletano come lei ha deciso di presentarsi nelle liste della Lega Nord?

GV:  Ero già stato candidato nel 1999 al Parlamento Europeo sempre con la Lega Nord ed anzi proprio con la Lega Nord nel 1995 sono stato in assoluto il primo napoletano e meridionale candidato leghista alla Camera dei Deputati (erano le elezioni suppletive del collegio di Chiaia-Posillipo lasciato vuoto dall'Ex presidente della regione Campania Rastrelli) sempre con la Lega di Bossi. Allora la politica era ancora solo una passione dalle regole sconosciute, ma ciò non mi impedì di intuire che le tematiche del federalismo e delle autonomie territoriali avrebbero soppiantato le vecchie e sepolte ideologie. Chiamiamolo un "amore a prima vista" che si è poi trasformato nell'impegno con la mia Lega Sud Ausonia nata nel'96. Con la Lega Nord, con cui abbiamo sempre condiviso le tematiche di fondo, abbiamo trovato una intesa strategica tecnica ma soprattutto programmatica. Da 19 anni, non ho mai preso neanche in considerazione la possibilità di votare o sostenere movimenti o partiti che non avessero nel proprio DNA politico, autonomia e federalismo.

- Qual è la sua idea di Europa?

GV: Una Europa dei Popoli e dei territori, liberamente confederata e senza alcuna forzatura di una moneta unica. I Popoli devono restare Sovrani.


- Cosa può fare e cosa non ha fatto l'Europa, negli ultimi anni, per il nostro Paese?

GV:  Delle tante cose non fatte me ne viene in mente una su tutte: non creare regole e coordinamento per farsi carico del problema immigrazione clandestina, lasciato pesare solo sull'Italia che ne è territorialmente e politicamente la parte più debole e vulnerabile.

 - Alcuni partiti italiani, tra cui il suo, hanno impostato la campagna elettorale su una possibile uscita dall'Euro. Qual è il suo parere sull'argomento?

GV:  Alla luce delle considerazioni fatte prima, l'uscita dall'euro e il ritorno a monete dei singoli stati rappresenta l'unica possibilità di rendere di nuovo competitiva la nostra economia, riattrarre investimenti e smetterla con questa rincorsa a dei parametri finanziari che fanno comodo solo a "Berlino" e ai suoi amici. Il dato di fatto sulla questione è che l'economia italiana prima dell'entrata in vigore dell'euro, era in condizioni di sicuro migliori.

 - Il presidente del Consiglio Renzi nei giorni scorsi a Napoli ha detto: "Bisogna mettersi in testa che l'Italia non è il problema dell'Europa e che il Sud non è il problema dell'Italia". E' d'accordo?

GV: Ribaltando la questione, io direi che in questo momento è proprio l'Europa ad essere invece il problema dell'Italia e soprattutto del Sud.

- Da uomo del Sud, cosa a suo parere può fare l'Europa per la piaga della  disoccupazione nel Mezzogiorno d'Italia?

GV: L'Europa così come è strutturata non solo non può fare nulla, ma rischia di accentuare la crisi soprattutto nelle aree depresse del nostro Mezzogiorno. Occorre ridisegnare la mappa delle aree e dei territori del nostro Paese e trovare risorse e soluzioni confacenti alle loro naturali vocazioni.

- Quali a suo parere sono le risorse della nostra terra (Napoli e la Campania) da preservare e quali invece le cose che andrebbero cambiate?

GV:  Ovviamente il turismo nei suoi molteplici sviluppi settoriali di indotto. Ciò presuppone però due cose che non vedo ancora neanche all'orizzonte: una nuova classe politica che sostituisca questa attuale incapace e famelica che governa da 50 anni ed una nuova presa di coscienza dei giovani, ancora irretiti dalle vecchie ideologie, dalla mancanza di coscienza civica e da un immobilismo supponente "filoborbonico" che ne ha determinato fino ad oggi,una incapacità a confrontarsi con modelli di civiltà di gestione della cosa pubblica (anche europei e penso alla Svizzera) sicuramente più avanzati. Insomma, dobbiamo ancora metabolizzare il passaggio da ex capitale della civiltà e della cultura euromediterranea ad una visione geopolitica ed economica che non può sicuramente più essere quella di 150 anni fa.


M.P.

Lega Sud - Ausonia

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