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giovedì 29 maggio 2014

IMPRESE ITALIANE TUTTE A LONDRA: SOLUZIONI LEGALI PER NON PAGARE LE TASSE IN QUESTO STATO

 


Non è tutta questione di paradisi fiscali. I milionari in fuga dal fisco e che spostano legalmente la propria attività in altri paesi e in cerca di tasse meno alte sulla casa o su patrimoni e attività finanziarie, stanno scegliendo nuove destinazioni dove trasferirsi. In testa alla classifica c’è la Gran Bretagna, con Londra che nel 2013 contava ben 339.200 Paperoni, intesi come individui con un patrimonio netto pari o superiore al milione di dollari, prima casa esclusa. A dirlo è uno studio appena pubblicato da New World Wealth, che ha esaminato i flussi di individui facoltosi che hanno deciso di spostare la propria residenza da un Paese all’altro tra il 2003 e il 2013.
Nel decennio, dice lo studio , ad avere guadagnato il maggior numero di ricchi sono state Gran Bretagna (114 mila), Singapore (45 mila) e Stati Uniti (42 mila). Seguono Australia e Hong Kong, a quota 22.200. La capitale britannica ha scalzato New York, che segue al secondo posto tra le città al mondo con il maggior numero di residenti milionari, mentre al terzo, quanto e quinto posto si piazzano Tokyo, Singapore e Hong Kong. Per trovare una città italiana bisogna invece scendere di parecchio nella classifica: Roma si piazza solo 28esima, con 41.800 abitanti che possono vantare un patrimonio netto sopra il milione. L’Italia si piazza quarta nella classifica delle “migrazioni monetarie” dello scorso decennio: ben 18.600 milionari hanno spostato la loro residenza dal 2003 al 2013, il 6,6% di quelli censiti nel 2013 nel nostro Paese dallo studio. E dove decidono di andare i ricchi italiani? In genere optano per mete vicine come Svizzera e Gran Bretagna, mentre i ricchi cinesi scelgono ad esempio Hong Kong e Singapore.
In generale è proprio la Cina a guidare la classifica dei Paesi con il maggior numero di ricchi in fuga: nel periodo monitorato dal report sono stati 76.200. Un dato che non deve stupire, perché, secondo l’ultimo Global Wealth Report di Crédit Suisse la Cina è responsabile per il 50% della ricchezza creata negli ultimi anni dalle cosiddette economie emergenti e tra il 2012 e il 2013 ha registrato una crescita totale della ricchezza pari al 6,7%, in controtendenza rispetto alla macro area Asia Pacifico, che invece si è impoverita di un 8,6%. Ritornando allo studio, quali sono le ragioni per cui Londra è stata scelta come meta preferita dai milionari in fuga dal proprio Paese? Le ragioni possono essere facilmente intuibili, ma New World Wealth si limita a citare condizioni fiscali favorevoli e un mercato immobiliare in fermento. Qualche indicazione in più la si può avere però dal colosso della consulenza immobiliare Knight Frank, che nel suo ottavo Wealth Report, da poco pubblicato, conferma che Londra ha scalzato New York dal vertice della piramide delle città più ambite per i super ricchi.
Nella capitale britannica gli analisti di Knight Frank censiscono addirittura 4.224 individui con asset netti superiori ai 30 milioni di dollari. Perché proprio Londra? Per via della politica accomodante della Gran Bretagna sui visti, specie per i ricchi, per la tassazione a livelli ragionevole e poi per via del suo centro finanziario e la miriade di scuole e università private di alto livello. «Londra - ha spiegato Liam Bailey, capo della ricerca presso Knight - è una città molto più internazionale rispetto a New York. È la capitale d’Europa quando parliamo di finanza, politica, pubblicità e media». La migrazione non deve stupire, perché nel Regno Unito il peso complessivo delle tasse sui profitti è pari al 35% circa, contro il 68% dell’Italia e in questi anni è stato promosso un taglio progressivo del reddito d’impresa. Per il 2015 il Cancelliere dello scacchiere ha promesso un taglio della corporate tax fino al 20%, dieci punti in meno rispetto al 2008. Nel 2013 fecero scalpore le dichiarazioni di Boris Johnson, sindaco di Londra, il quale in un articolo sul Telegraph disse che «i ricchi andrebbero protetti, come una minoranza», perché sono degli «eroi delle tasse» e danno lavoro a moltissime persone.
Parole che sembrano aver fatto breccia nei cuori dei ricchi di tutto il mondo. Italiani compresi. Secondo i dati Knight Frank, già nel 2012 il 7,6% dei rogiti totali nei quartieri alti della capitale è stato infatti effettuato da nostri connazionali. Un aumento considerevole rispetto al 4% del 2011. Probabilmente l’anarchico Gori non pensava a questo quando a fine ‘800 scriveva “Addio Lugano bella”.

Fonte Il secolo XIX

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