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venerdì 27 giugno 2014

GLI ITALIANI SI RIVOLGONO ALLA CARITAS MENTRE I CLANDESTINI BUTTANO IL CIBO CHE PAGHIAMO PER LORO


I Il 59 per cento delle famiglie che si rivolgono all'Emporio della carità della Caritas di Roma, per ritirare grazie a una speciale tessera aiuti alimentari, è composto da italiani. Il dato emerge dall'ultimo rapporto Caritas in cifre, reso noto di recente, in occasione della Giornata della Carità. Dall'indagine emerge che sono 55mila le persone assistite nel 2013 dai centri d'ascolto della Caritas. In prevalenza si tratta di donne, che chiedono aiuto per l’intero nucleo familiare (quindi anche per i figli). Le richieste più frequenti riguardano aiuti alimentari, ma sono molte le persone che chiedono di essere assistite nella ricerca di un lavoro. La Caritas sottolinea, inoltre, che gli utenti stranieri e italiani si equivalgono.
Per quanto riguarda le mense, i pasti erogati a Roma nel corso del 2013 sono stati 350mila. "Tante sono le Parrocchie all’interno delle quali sono attive mense sociali o dove operano volontari per la distribuzione di pasti caldi per senza dimora che si incontrano soprattutto la sera in prossimità delle principali stazioni ferroviarie della città" spiega Caritas, che domani celebra la Giornata della carità. In tutte le Chiese di Roma sarò attiva una colletta per sostenere le attività dei 36 centri diocesani. “Un segno concreto di condivisione delle nostre parrocchie alla sofferenza di tante persone", spiega monsignor Enrico Feroci, direttore della Caritas. "Ogni cristiano è chiamato a impegnarsi nel servizio dei fratelli più svantaggiati, a generare con la propria vita la carità, perché senza di essa la fede non è autentica. Compito della Caritas, in ogni comunità parrocchiale, è quello di favorire percorsi formativi, momenti di educazione alla carità e occasioni per testimoniarla concretamente”.
Tutti i dati del rapporto Caritas in cifre su Rs Agenzia.
Di contro a questo triste dato, la notizia di questi giorni che centinaia di piatti di pasta e carne ancora sigillati e caldi di cottura sono stati buttati nei cassonetti della spazzatura all’interno della stessa struttura che ospita i clandestini degli sbarchi a Pozzallo (RG). Anche la frutta fresca finisce tra i rifiuti. Se si tiene conto che questa scandalosa situazione dura da parecchi giorni e che i pasti buttati costano 15 euro al giorno per ciascun migrante, l’entità dello spreco è evidente e suona come uno schiaffo a chi magari non ha di che vivere, come apppunto i 4 milioni di italiani che sono costretti appunto a rivolgersi alla Caritas o alle parrocchie per sfamarsi. La solita vergogna italiana di un Governo che protegge e si preoccupa dei clandestini dimenticando i propri connazionali...
 
 

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