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martedì 15 luglio 2014

NAPOLI, LE GAYPRIORITA’ DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE TARGATA DE MAGISTRIS

                              
Mentre Napoli se ne cade letteralmente a pezzi nel vero senso della parola, con strade dissestate e piene di voragini che si aprono improvvisamente e palazzi che crollano mettendo a repentaglio l’incolumità di ignari cittadini, il caro Giggino “o’ Sindachino, non perde occasione per far parlare di sé. E, tanto per non cambiare, nella peggiore maniera possibile.


Salvatore Giordano il giovane morto per il crollo del cornicione della galleria Umberto a Napoli
Nelle stesse ore in cui, infatti, la Napoli onesta e perbene piange la morte assurda del 14enne Salvatore Giordano vittima della negligenza umana e di una manutenzione che nella fu Capitale del Sud è diventata ormai un insostenibile optional, il primo cittadino De Magistris pensa bene – udite udite - di registrare all’anagrafe comunale un matrimonio civile fra due ricchioni.

Una decisione che si commenta da sé e che lascia ben intendere quali possano mai essere le priorità di un’amministrazione comunale per la quale, appare lapalissiano come il benessere dei propri cittadini possa essere ben sacrificato in nome degli immancabili diktat provenienti dalla potentissima lobby gay, che proprio non riesce a non scadere nel cattivo gusto.

Altro che diritti dei diversamente sessuati! A Napoli si muore adesso non più e non solo di camorra, ma anche quando semplicemente passeggiando con amici e parenti, può capitare che crollino gli intonaci di palazzi fatiscenti e mal curati dal Comune (che invece è sempre pronto e sollecito nell’organizzare a spese dei contribuenti inutili e squallidi festini per gay e lesbiche o riscuotere esosi tributi per servizi mai forniti).

E questo senza che il primo cittadino si degni di rendere omaggio a chi è morto da eroe per salvare i propri amici da un grosso pericolo, solo perché NON HA LE PALLE di affrontare la contestazione di una famiglia distrutta dal dolore! In una vicenda nella quale, sembra che le responsabilità dell’Amministrazione Comunale appaiono evidenti anche se gli inquirenti stanno provando a ricostruire il quadro delle responsabilità, su cui costruire e poggiare l’impianto accusatorio.

“Il Sindaco De Magistris – ha tuonato dalle colonne de “Il Mattino”, lo zio dello sfortunato Salvatore – non è mai stato vicino alla nostra famiglia!” Come dargli torto?

Per essere più precisi, possiamo tranquillamente affermare – senza timore di essere smentiti – piuttosto che dall’inizio del suo mandato, questo sindaco in realtà non è mai stato vicino ai napoletani.

Basti infatti pensare ad esempio allo scandalo dell’incuria del Maschio Angioino sommerso dalla munnezza, o la vergogna dei topi che prendono d’assalto la Villa Comunale e quella Piazza della Vittoria che non più tardi di un anno fa, fu anch’essa vittima di crolli che solo per mero caso non si trasformarono in tragedia! Ci limitiamo solo a questi esempi, pur nella consapevolezza che abbiamo a che fare con una lista degli orrori, quasi chilometrica!

Così come abbiamo fatto per l’ex Capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi, in queste ore ancora in lotta fra la vita e la morte, anche per Giggino “o’ sindachino” pubblichiamo volentieri una serie di commenti che molti napoletani hanno voluto rilasciare su Facebook, a proposito della trascrizione all’anagrafe comunale del matrimonio fra i due ricchioni.

Volendo stendere un velo pietoso su chi ancora si ostina a difendere l’indifendibile, possiamo tranquillamente notare come la stragrande maggioranza dei navigatori partenopei non solo non condivide per nulla quest’ennesima sparata del primo cittadino della loro città, ma trovano anche il modo per apostrofarlo duramente.

E non potrebbe davvero essere altrimenti, perché il compito del Sindaco che viene lautamente remunerato con i nostri soldi non potrà mai essere quello di essere alla testa di improbabili ed inopportune parate per ricchioni e lesbiche.
Ma piuttosto quello di rappresentare Napoli nella buona e nella cattiva sorte (anche quando c’è il rischio di sorbirsi una contestazione, come quella che presumibilmente avrebbe ricevuto dai genitori e dagli amici di Salvatore) e di amministrare e risolvere i problemi più importanti della città, secondo quella che dovrebbe essere la logica più pura e piena del mandato elettorale.

Pensavamo che non potesse essere possibile fare peggio di Bassolino e Jervolino, ma evidentemente ci sbagliavamo: Giggino “o’ sindachino” riesce ad essere anche più inetto e scadente di loro due messi insieme……

 Francesco Montanino

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