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mercoledì 24 settembre 2014

PRIMA IL NORD, ANZI CONTRORDINE... PRIMM' E' SORD' !


NAPOLI (AU) - Tutto quello che non si vuole dire o non si vuole scrivere sulla Lega Nord. Iniziamo con questo articolo, un dossier sul lato oscuro del Carroccio e sui suoi rapporti ambigui con il sistema centralista italiota, ed in particolare con Silvio Berlusconi ed il suo partito-azienda Forza Ita(g)lia. Lo facciamo però partendo da una doverosa premessa ed analisi di carattere politico, che parte da quanto sta accadendo in questi ultimi giorni. E che ci servirà per capire meglio alla fine cosa accadrà nell'agone politico, da qui ai prossimi mesi.

Come tutti sappiamo, la Lega Nord va al Sud allo scopo di raccattare voti. Quello che avevamo del resto previsto in tempi non sospetti, si sta puntualmente verificando. Le recenti dichiarazioni del nuovo segretario federale di quello che è rimasto del Carroccio, Matteo Salvini, unite alla volontà addirittura di presentarsi al di là della famosa "linea gotica" con un simbolo nuovo di zecca da utilizzare alle prossime tornate elettorali, non ci stupiscono affatto. E confermano uno scenario che tutto sommato era prevedibile, anche alla luce dei legami molto stretti esistenti fra la Lega Nord e Berlusconi. Legami di antica data, come avremo modo di esporre in maniera esauriente più in là.


Giusto per sgombrare subito il campo da qualsiasi equivoco di sorta, lo diciamo a chiare lettere: dietro la mossa di Salvini, in realtà c'è il redivivo ed inossidabile cavaliere di Arcore. Spieghiamo il perché. Dopo le piroette di Fini che hanno definitivamente distrutto la destra ed il logico naufragio dell'MPA, Sua Emittenza sta cercando di recuperare il terreno perduto al Sud che gli è costato la recente disfatta alle europee, con un volto giovane. E non solo, visto che parliamo di aspirazioni federaliste ed indipendentiste presenti anche al Sud ed in Sicilia che vanno assolutamente represse e silenziate.
 
L'exploit di Salvini fa quindi parte di un piano ben preciso ed articolato, in cui il centrodestra si ricompattera' ancora una volta sulla figura di Berlusconi. Ma per poter far ciò, e' necessario l'appoggio della Lega Nord, che per le sue posizioni anti-euro e contro l'immigrazione selvaggia e sfrenata, ha cavalcato la tigre del malcontento che anima strati sempre più ampi della popolazione, al Nord come in quel Sud, spesso e volentieri vituperato in passato dalla dirigenza leghista.

Il partito con il simbolo di Alberto da Giussano, risulta essere attualmente decisivo al Nord, visto che ad esempio le due regioni più produttive (Lombardia e Veneto) sono guidate da una coalizione appunto formata da Forza Ita(g)lia e la Lega Nord. Non ancora al Sud, così come conferma l'1,3% raccolto, equivalente comunque a 200.000 voti.

 
Il disegno politico adesso ci appare chiaro nella sua interezza, visto che nonostante le dichiarazioni di facciata della dirigenza leghista che a chiacchiere dice di non volersi alleare con Alfano, per la famigerata posizione di quest'ultimo a favore degli scafisti e dei clandestini, sono poi arrivate le puntualizzazioni di Toti di Forza Ita(g)lia che invece ha affermato che il centrodestra e' pronto a ricompattarsi, includendo anche la Lega Nord, sul nome di......indovinate un po'? Ma di lui, Silvio Berlusconi nuovamente in auge dopo che il patto del Nazareno fatto con Renzi gli ha scansato il carcere,con tutti i processi in cui era coinvolto. Un altro indizio che ci porta ad arrivare a questa conclusione, lo troviamo poi nella posizione assunta dallo stesso Salvini a proposito della questione del matrimonio gay, che va decisamente in contraddizione con la difesa della famiglia naturale che in tempi non sospetti era uno dei principali cavalli di battaglia del Carroccio. Due indizi fanno una prova, diceva Sherlock Holmes. Ed anche in questo caso è così.

Perché stavolta il cerchio (non certo magico, anzi) si chiude, e palesa infatti le contraddizioni e gli imbarazzi di una Lega Nord che ha tradito persino le aspettative legittime della sua base, che chiede invece giustamente ed a gran voce di rompere una volta e per tutte, con certi personaggi e con certe logiche.

Dietro l'apparenza innovatrice di Matteo Salvini, solito pupazzo nelle mani di Berlusconi, si cela dunque in realtà la volontà di ripetere e perpetuare un esperimento che è già fallito in passato. E che sicuramente lo sarà anche in futuro, visto e considerato che i metodi in fondo sono sempre quelli che portarono, all'epoca, Bossi a a preferire l'alleanza con l'MPA del pluricondannato per mafia, Raffaele Lombardo. MPA che di autonomistico ha solo il nome e che invece, come abbiamo potuto appurare, è una diretta emanazione del peggiore centralismo, rappresentato indegnamente dal centrodestra berlusconiano. E proprio i rapporti esistenti fra il Cavaliere ed il Carroccio meritano senz'altro un'attenta analisi, perché anche qui è ora di fare chiarezza una volta e per tutte.

Non è un mistero che alla fine degli anni '90, la Lega Nord ha rischiato di scomparire perché in grosse difficoltà finanziarie. C'è chi come Leonardo Facco, ex militante leghista ed oggi autore ed editore di successo che ha raccontato molti inediti retroscena sul suo libro "Umberto Magno", e' pronto ad esibire le prove come si vede nel video da noi allegato, di un finanziamento di 2 miliardi delle vecchie lire da parte di Berlusconi a favore del Carroccio, per acquisirne il simbolo e ripianare le dissanguate casse padane.

"Alla fine degli anni '90, la Lega - incalza Facco - era sull'orlo del fallimento. Poi interviene Silvio Berlusconi, acquistando l'usufrutto del simbolo della Lega Nord a livello nazionale. Esistono dei "pizzini" da 70 miliardi delle vecchie lire, di cui ancora oggi non si sa nulla. Intanto, tutte le querele sul direttore de "La Padania", Gianluca Marchi ed il direttore politico ed editoriale Umberto Bossi per gli attacchi che quest'ultimo ha rivolto a Berlusconi, incredibilmente e per incanto spariscono dalla sera alla mattina". Lo stesso Facco esibisce poi in questo video girato nel 2011, in occasione della presentazione del suo libro "Umberto Magno" la lettera su carta intestata (datata 28 giugno 2000, nda) con cui Forza Ita(g)lia autorizza, per mano di Giovanni Dall'Elce, la Banca di Roma, allora diretta da Geronzi, ad erogare un credito complessivo di 2 miliardi delle vecchie lire, a favore della Lega Nord! "Cazzo, questo è il documento che dimostra cosa è oggi la Lega Nord - si lascia poi andare Facco - e fa vedere qual è la trafila che porta il giorno prima la Lega Nord ad abbaiare, mentre invece in quello successivo a leccare il culo a Berlusconi!"

Una Lega Nord che come si sarà potuto facilmente intuire oggi è un altro brand nelle mani del Cavaliere, e che così risponde esclusivamente ai diktat provenienti da Arcore e dintorni.

Tracce di un accordo segreto fra Berlusconi ed il Senatur che trovano del resto conferma nelle scottanti dichiarazioni rilasciate da Rosanna Sapori, membro del direttivo provinciale di Bergamo e celebre giornalista di "Radio Padania Libera". La Sapori in un'intervista rilasciata a "Il Corriere della Sera" e ripresa da "Libero" (di cui pubblichiamo ampi stralci) ha dichiarato che "fra il 1995 ed il 1996, ovvero nell'epoca del ribaltone, Bossi ed altri esponenti della Lega fra cui Borghezio, accusavano Berlusconi di rapporti con la mafia. Da li' partirono da quest'ultimo delle querele miliardarie contro Bossi il quale viene condannato in ambito civile. Si arriva quindi al 2000, con i giornalisti de La Padania che non prendono lo stipendio da mesi con conseguente bancarotta e pignoramento della storica sede di via Bellerio". A quel punto prosegue la Sapori, "Berlusconi, sapendo dai propri sondaggi che la Lega era determinante nei sondaggi per poter vincere le elezioni del 2001, decide di ritirare e congelare le querele oltre che dargli i soldi che erano tanti, ma ad una condizione: la Lega non si può presentare con questo simbolo se non lo diceva lui. La cessione - termina la Sapori - e' stata fatta in presenza di un notaio. Me ne parlo' l'amico Daniele Vimercati che mi disse: Rosanna, si sono venduti!" In parole povere, dunque, come si saprà potuto capire Sua Emittenza ha comprato il simbolo della Lega Nord e questo spiega perché da quel momento in poi, il Carroccio ha sempre fatto la parte del cagnolino accondiscendente e fedele, al cospetto del Cavaliere".

Oltre a queste dichiarazioni assai forti, ne esistono altre come quelle ad esempio di Gigi Moncalvo, ex direttore del quotidiano "La Padania", organo ufficiale del Carroccio, che si spinge oltre parlando addirittura di un vero e proprio accordo politico, ovvero "il patto Bossi-Berlusconi portato avanti dall'ormai dimenticato Ministro Aldo Brancher che anche nei periodi in cui i rapporti fra i due erano ai minimi storici, frequentava via Bellerio ed era delegato alla stesura di questo patto politico, visto che era "l'ufficiale di collegamento" fra i due partiti. In caso di vittoria alle elezioni nel 2001 di Berlusconi - rivela lo stesso Moncalvo - il Cavaliere si sarebbe impegnato a concedere una qualunque forma di federalismo, attraverso un referendum confermativo da effettuarsi poi entro la fine della legislatura. Il patto, scritto all'oscuro di Fini e Casini, prevedeva un punto che stava a cuore a Berlusconi: la sua elezione diretta a Presidente della Repubblica che gli avrebbe garantito, badate bene, altri 7 anni di ulteriore immunità. Quel piano saltò in aria quando Fini e Follini si allearono, ma ancor prima nel 2004 quando Bossi venne colpito da ictus. Il resto, compreso l'acquisizione del simbolo, i debiti ed il fallimento della CrediEuroNord, e' soltanto un corollario".



La circostanza dell'esistenza di un patto "non è mai stata smentita da nessuno" - ribadisce infine Gilberto Oneto. A pagare il prezzo di questo odioso e squallido ricatto, dunque, i militanti della prima ora, delusi dal comportamento dei loro capi, insieme a quegli esponenti di grosso spessore come l'indimenticato professor Gianfranco Miglio e Giancarlo Pagliarini, che si sono via via allontanati perché schifati e nauseati da simili andazzi. Oltre chi, come noi, al Sud da sempre riteniamo che solo una vera e propria rivoluzione federalista, nel senso più pieno e nobile del termine, possa porre fine al degrado della nostra terra, affrancandoci definitivamente da un regime mafioso e centralista che ha sempre tarpato sul nascere ogni velleità di riscossa e di uno sviluppo sano e sostenibile.

Alla luce di tutto questo, che credibilità può avere la Lega Nord che si presenta al Sud in cerca di quei voti utili per mantenere il deretano incollato sulle cadreghe di quella Roma LADRONA, solo a chiacchiere avversata? Con quale faccia tosta viene ad elemosinare e raccattare consensi, avendo tutti questi scheletri negli armadi?

Ha voglia il neosegretario della Lega 2.0 a riempirsi la bocca di nei concetti come federalismo, indipendentismo o autonomismo, ed a farsi bello con una sterile propaganda basata su quel paio di foto scattate nei giorni scorsi ad Edimburgo, per far vedere che era dalla parte degli scozzesi nel referendum sulla loro indipendenza. Ma noi non gli crediamo. Perché nei fatti, in realtà, ha violato proprio l'elemento cardine su cui si basa il federalismo: il rispetto del principio basato sulla sacra massima OGNUNO PADRONE IN CASA PROPRIA! L'operazione della Lega Nord di presentarsi al Sud risponde ad una logica centralista, con cui il regime italiota vuole piuttosto soffocare sul nascere la voglia di libertà e di affrancamento da parte delle forze sane del Mezzogiorno da decenni e decenni di malaffare, clientelismo, assistenzialismo e mala politica.

Il gioco diabolico lo abbiamo scoperto, ma non certo da oggi: il Carroccio al pari di certo putridume neobarbonico risponde al solito tentativo posto in atto da questo maledetto e mortifero sistema di controllare e veicolare in un comodo alveo, ogni tentativo di ribellione e di affrancamento.

Per questo affermiamo senza timore di essere smentiti che chi voterà la Lega Nord al Sud, dovrà assumersi la responsabilità di aver in pratica regalato il proprio consenso a Berlusconi. Il quale a sua volta, ricordiamolo agli smemorati, e' alleato con quelle altre due sciagure rispondenti ai nomi di Alfano e Renzi. Ovvero con chi ci sta portando a velocissimi passi verso la distruzione! Perché, prendendo spunto da una citazione di gattopardesca memoria, "tutto deve cambiare, affinché nulla cambi". (fine parte 1 - continua).

Francesco Montanino

 


 


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