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giovedì 18 settembre 2014

ROMAE CULTELLIS MUNDI


Roma - Roma ladrona ed anche vigliacca! La capitale itagliana non è solo la città dei ladrocini e delle ruberie legalizzati dal regime dei partiti, ma sta diventando anche quella dei coltelli e delle pistole! Non si sono ancora placati lo sdegno e la rabbia per la morte del giovane tifoso del Napoli Ciro Esposito (morto, come purtroppo sappiamo, per mano di un commando formato da autentiche carogne), che a poche ore dal calcio di inizio della partita, valevole per la prima giornata del girone eliminatorio di Champions League, Roma-CSKA Mosca, si sono verificati violenti scontri all'esterno dello Stadio "Olimpico". Squallidi episodi che hanno portato a due accoltellamenti ad altrettanti tifosi russi, a cui esprimiamo la nostra solidarietà, venuti per sostenere la loro squadra del cuore.
I tifosi romani, anzi per meglio specificare, certi delinquenti che appestano ed infestano la Città Eterna evidentemente perdono il pelo, ma non certo il vizio. Almeno a giudicare dalla codardia e dall'infamia, con le quali compiono certe bravate. Perché se mentre nello scorso Maggio a rimetterci la pelle, prima dello svolgimento della finale di coppa Itaglia fra Napoli e Fiorentina, era stato il povero Ciro Esposito, la cui unica colpa e' stata quella di imbattersi in un tale Gastone De Santiis che ha utilizzato una pistola per ammazzarlo dopo una lunga agonia, stavolta la vigliaccheria (e con essa, la vergogna) viene esportata anche in Eurovisione! Ed a nulla, sono serviti gli accorati appelli, il contegno e la straordinaria dignità mostrati in questi mesi dalla madre di Ciro che a più riprese ha invitato tutti ad abbassare i toni ed a fare in modo che le tragedie come quelle che purtroppo l'hanno colpita da vicino, non abbiano più a ripetersi.
Ovviamente, non ci siamo stupiti per la solita retorica e le altrettanto scontate dichiarazioni di facciata del mondo politico, da sempre assente ed incapace di elaborare valide soluzioni per i cittadini, all'indomani di quella tragedia. Ma ciò che non abbiamo mai accettato e' quello che in questi mesi si sta "costruendo" all'interno della Prefettura di Roma, negli attimi concitati di quella maledetta sera del 3 Maggio, quando furono esplosi quei colpi di rivoltella che sono stati fatali a Ciro. A distanza di oltre quattro mesi, non conosciamo ancora la verità ed anzi c'è il rischio concreto che anche questo orrendo episodio di cronaca nera, possa andare ad aggiungersi alla lunga sfilza di casi irrisolti che vedono protagonisti i nostri organi di giustizia.
Il sospetto molto forte, oltre che inquietante, e' che il Prefetto della capitale - profumatamente pagato dai nostri soldi, tanto per non cambiare - stia facendo di tutto anche per far passare chi è stato aggredito dalla furia omicida di certe BESTIE, come un incallito criminale! Temiamo infatti che qualcuno non solo voglia coprire chissà chi, ma che abbia anche interesse a far passare come sempre i napoletani solo ed esclusivamente come camorristi! Secondo un cliché consolidato, basato su certi stereotipi, cui purtroppo ci siamo ormai abituati da tempo.
Certo, non possiamo negare che nella nostra città non esista il tumore camorristico che andrebbe estirpato e bonificato con provvedimenti di legge di segno esattamente opposto, al proverbiale pietismo e giustificazionismo di certe parti politiche. Ma non è affatto e per niente accettabile che proprio per colpa di queste autentiche merde umane, ad essere tirata dentro debba essere sempre e comunque pure la parte onesta e perbene di Napoli.
Tornando alla morte di Ciro Esposito, il Prefetto di Roma avrebbe dovuto già abbondantemente rassegnare le dimissioni o comunque essere destituito dall'incarico, perché in quella circostanza ha dimostrato di non saper per niente gestire l'ordine pubblico. Anzi, con la propria colpevole negligenza non è riuscito ad impedire che ci scappasse il morto! In un paese normale ciò sarebbe già accaduto, ma non nella repubblichetta delle banane e del non diritto, dove ad essere premiati sono e saranno sempre i peggiori!
Una cosa inaccettabile, perché una partita di calcio - ad avviso di chi scrive - deve tornare ad essere una festa, dove potersi distrarre sia pure per un'ora e mezza. E non più essere assolutamente una guerra, dove si scontrano autentici teppisti e personaggi legati a doppio filo con gli ambienti della criminalità organizzata!
In questa vicenda, non ci sono eroi. Ci sono un morto, l'infinito dolore e l'esemplare dignità della sua famiglia. Poi, più nulla. Se non tanta, ma tantissima vergogna!

Francesco Montanino





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