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lunedì 23 febbraio 2015

SCEMPI ED IPOCRISIE NELLA REPUBBLICA DELLE BANANE


In questi ultimi giorni, la Repubblica delle banane itagliana ha ancora una volta trovato il modo di far parlare di sé nel peggiore dei modi. Non bastano le gesta delle tante “nuove risorse” gentilmente fatte entrare e stipendiate dal governo del bamboccio ed ebetino, Renzi. Così come le promesse da marinaio dispensate da quest’ultimo ai tanti allocchi che svendono per soli 80 euro la propria dignità per un misero piatto di lenticchie, andate pure a male.

Stavolta parliamo di due episodi che non hanno nessun collegamento logico, ma che trovano una comune matrice nell’ipocrisia e nella totale incapacità di questo esecutivo comunista, al soldo dei poteri forti e delle massonerie.

Ha destato grossa indignazione e scalpore, l’incredibile devastazione subita da alcuni importanti monumenti della città di Roma da parte delle frange più violente dei tifosi della squadra di calcio olandese del Feyenoord, in occasione della partita di andata di Europa League.

Hanno fatto letteralmente il giro del mondo le immagini vergognose della Fontana della Barcaccia coperta da rifiuti di ogni tipo e trasformata in un’autentica discarica a cielo aperto. Uno dei tesori più importanti che un paese possa avere – il patrimonio culturale di una città ricca di storia, e meta ogni anno di tantissimi turisti provenienti da tutto il mondo – letteralmente umiliato e mortificato da veri e propri barbari, che hanno praticamente fatto quello che hanno voluto.

Ci sono parse fuori luogo e strumentali, le polemiche innescate dal Sindaco capitolino Ignazio Marino, nei riguardi delle forze dell’ordine e questo per almeno tre buoni motivi.

Innanzitutto, ci chiediamo dove fosse il primo cittadino romano quando a maggio dello scorso anno, poco prima dell’inizio della finale di Coppa itaglia fra Napoli e Fiorentina nel corso di alcuni scontri che si verificarono all’esterno dello stadio “Olimpico”, il giovane supporter azzurro Ciro Esposito venne preso a pistolettate da tal Gastone De Santiis riportando gravi ferite che ne causarono purtroppo il decesso poco quasi due mesi dopo.

Bisognava attendere la distruzione di un monumento (con tutto il doveroso rispetto, ripetiamo, per la cultura che va sempre e comunque opportunamente tutelata e valorizzata) per accorgersi della palese incapacità del Prefetto e del Questore di Roma? Possibile che nella mente di questo sindaco, la vita di una persona venga dopo la distruzione di un monumento storico? In un paese civile e democratico Marino, il Prefetto ed il Questore sarebbero già stati cacciati via per manifesta e palese incapacità nell’assicurare la sicurezza e l’ordine pubblico. Ma siccome ci troviamo nella Repubblica delle banane italiota, invece, assistiamo al solito nauseabondo spettacolo sul palleggiamento delle responsabilità. Senza che chi, in un caso come nell’altro, abbia delle colpe alla fine paghi il conto, come sarebbe giusto che sia.

L’altro motivo per il quale riteniamo che il sindaco di Roma avrebbe fatto meglio a tacere, sta nel fatto che bisogna sempre tenere conto che le Forze dell’Ordine (ad esclusione delle mele marce che comunque ci stanno) operano in condizioni assurde, con uno stipendio da fame ed una serie di leggi e sentenze provenienti da certi giudici marci e corrotti, che ne umiliano quotidianamente gli sforzi. Quelle stesse vergognose leggi permissive ad oltranza fino al masochismo, volute dall’area politica di appartenenza di Marino: onestà morale ed intellettuale avrebbero senz’altro indotto la strada del silenzio e non certo il tentativo di chiudere la stalla, quando i buoi ormai sono belli che scappati.

Il terzo motivo sta nel fatto che poliziotti e carabinieri rischiano ogni giorno la vita per assicurare alla giustizia i delinquenti, portando a casa la miseria di 1.200 -1.300 Euro al mese! E questo solo per servire uno Stato che – e questo non smetteremo mai di sottolinearlo - si permette il lusso di prenderli a pesci in faccia, ad ogni piè sospinto!

Un altro aspetto a dir poco paradossale di questa, già di per se, incresciosa vicenda, sta inoltre nella protervia mostrata dalle autorità olandesi che evidentemente hanno ritenuto normale il comportamento tenuto da questi loro incivili e maleducati connazionali.

In ciò si evidenzia, come al solito, l’incapacità conclamata del nostro ridicolo paese nel farsi rispettare dagli altri. Siamo infatti sicuri che a parti invertite, l’Olanda avrebbe trovato senz’altro il modo di farsi risarcire dei danni subiti, a spese naturalmente nostre.

Ovvero, sotto forma di ulteriori nuove tasse che si sarebbero andate ad aggiungere a quelle (e sono tantissime!) che già siamo costretti a pagare a questo Stato itagliano ladro ed estorsore, senza naturalmente ricevere in cambio beni e servizi che giustifichino il salasso fiscale da esso richiesto.

E proprio su questo argomento, vale la pena dedicare la seconda parte di questo articolo. Perché oltre allo scempio, come suggerivamo nel titolo, c’è anche l’ipocrisia. Ipocrisia che si palesa e si materializza in tutto il proprio squallore, se pensiamo alla vicenda dei fondi percepiti in nero dal grande cantante Gino Paoli, durante le Feste dell’Unità quando, quello che oggi si chiama Partito Democratico, il Partito Comunista trovava il modo di evadere il fisco, ricorrendo ad uno strumento contro il quale oggi strepita e starnazza a più non posso.

Abbiamo infatti assistito nel recente passato alla gogna pubblica che i propugnatori di quell’infame ideologia chiedevano per chi percepiva delle somme di danaro in nero.

Oggi possiamo affermare, alla luce di questa incredibile e sconcertante vicenda, che assistiamo al trionfo dell’ipocrisia e della menzogna. Senza che però la cosa ci stupisca più di tanto, visto e considerato che abbiamo imparato a conoscere i comunisti per la loro innata capacità di pensare solo ed esclusivamente ai cazzi propri! Basti pensare al loro attaccamento alle poltrone per rendersi conto di quali inquietanti personaggi stiamo qui disquisendo!!!!

Ribadendo che secondo noi l’evasione fiscale è uno spregevole furto in quei paesi dove la pressione tributaria si mantiene a livelli accettabili (non più del 20%) con beni e servizi pubblici di ottima qualità, appare a dir poco grottesco che questi nipotini del PCI prima si permettano di decantare le virtù delle tasse (illuminante in tal senso la battuta del defunto ministro dell’Economia, Padoa Schioppa secondo il quale queste “sono bellissime”) salvo poi trovare il modo di evaderle e di – udite udite – depositare il frutto della rapina legalizzata in quella Svizzera (questo è il caso del cantante genovese), sempre da loro etichettata “paese canaglia”!

E questo solo perché in tanti hanno deciso di avviare lì un’attività imprenditoriale o di depositarvi i loro risparmi evitando che il frutto del loro lavoro possa cadere nelle grinfie e nelle fauci di questi “rivoluzionari” che si dichiarano dalla parte del popolo! Salvo poi, come è facile intuire, ingannarlo e truffarlo senza il benché minimo ritegno alla prima occasione utile, con inusitata malvagità!!!

Inoltre, se a ciò aggiungiamo che Gino Paoli era presidente di quella SIAE che ha sempre vessato artisti ed uomini dello spettacolo con il pagamento di salatissimi oboli e ci ha pure imposto la corresponsione del solito indesiderato ed odioso balzello anche sui dispositivi IPAD e Smartphone, allora i contorni della vicenda assumono la veste più squallida possibile!

Evidentemente chi sventola oggi la bandiera rossa, ha il portafoglio più a destra di quello che si pensa. Facile fare la morale e chiedere il pagamento delle tasse ai già abbondantemente spremuti contribuenti, salvo poi scoprire che i primi ad evadere sono proprio quelli che votano e simpatizzano (magari facendone pure parte) i partiti di questa sinistra, semplicemente accattona e mafiosa!

In questa storia come nell’altra, cari lettori, come avrete ben intuito sono palesi l’inettitudine e la sfacciataggine di un partito-fogna come il PD che ha occupato tutte le posizioni di comando ed instaurato di fatto, un’autentica dittatura in cui ogni giorno sono soppresse le nostre più elementari libertà.

Compresa, naturalmente, quella di votare ed anche di ribellarci ad un sistema oppressivo in cui ben presto e di questo passo, saremo trattati alla stregua di veri e propri schiavi!!!!!

Francesco Montanino




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