ULTIME NEWS

venerdì 6 marzo 2015

GIANCARLO PAGLIARINI: "CON UNA SUA MONETA, IL SUD PUÒ DIVENTARE LA TIGRE DEL MEDITERRANEO"

l''on. Giancarlo Pagliarini
"La Lega Nord propone ricette giuste, ma non si rende conto che il contesto in cui ciò avviene e' profondamente sbagliato, perché in questo modo prolunga l'agonia del sistema Italia che invece ormai è fallito". Parola di Giancarlo Pagliarini, ex ministro del Bilancio ai tempi del primo governo Berlusconi, e voce autorevole nel panorama indipendentista. 
Proseguiamo il ciclo delle nostre interviste, riportando stavolta il parere autorevole di un Pagliarini con cui naturalmente abbiamo anche parlato di Sud e delle soluzioni che ritiene plausibili per risollevare le disastrate sorti della nostra amata terra.

Pagliarini, che idea si è fatto della svolta statalista e nazionalista intrapresa dalla Lega Nord di Salvini?

"Calma, secondo me non è così. Se ci pensa bene, questa “grande svolta” non c’è per niente. Svolta nazionalista? Ma il lavoro manca in Piemonte come in Sicilia . Ed è ovvio che se nel Mezzogiorno ci fosse più lavoro, nelle Regioni del Nord diminuirebbe la pressione fiscale. E per le assegnazioni delle case popolari la Lega ha sempre detto “prima gli italiani”. Svolta statalista? Dai, non scherziamo: se tanti dirigenti della Lega non fossero statalisti fino al midollo io avrei ancora la tessera della Lega. Segantini scriveva sul Corriere della Sera : “la Lega insiste nella sua posizione neo-statalista, anzi di «rifondazione comunalista», secondo cui le municipalizzate non si toccano” (10 Settembre 2001). E non le dico quante volte anch’io , prima dall’interno e poi da  leghista al cubo senza la tessera della Lega Nord ho criticato la “Lega statalista”. E' sufficiente leggersi certe dichiarazioni di Fruscio e di Giorgetti su LaPadania. Quindi in realtà niente di nuovo: per quello che ho capito Salvini parla di cose concrete, e cerca di realizzarle “con chiunque sia d’accordo”. E fa bene.  Il problema a mio giudizio è però un’altro. Vale a dire, il problema è che anche se Salvini dovesse riuscire a realizzare tutti, ma proprio tutti, i suoi progetti, dall’uscita dall’Euro (sulla quale non sono d’accordo), alla razionalizzazione dei flussi di migrazione (magari con un progetto “stile Australia” su cui invece sono d’accordo), alla modifica dell’assurda legge sull’eccesso di legittima difesa e via discorrendo, il nostro paese continuerebbe ad essere organizzato malissimo. Prassi, legislazione e cultura continuerebbero ad essere centralisti, vale a dire medioevali e del tutto contro natura. Quindi paradossalmente, realizzando tutti questi progetti, si riuscirebbe solo a prolungare l’agonia del paese. E nient’altro".

Il professor Bassani ha parlato, in un'intervista rilasciata al nostro blog, di un vuoto ideologico che si è ormai creato nel mondo del federalismo e dell'indipendentismo. Le faccio la stessa domanda: cosa dovrebbero fare, a suo avviso, a questo punto tutti i movimenti territoriali presenti lungo lo stivale? 

"Purtroppo Bassani ha ragione (succede spesso) e oltre al vuoto ideologico ci sono le continue liti degli indipendentisti Veneti, che se fossero uniti, se non litigassero, sarebbero a mio avviso in grado di fare come e meglio dei Catalani. Ma io spero di riuscire ad essere vivo vegeto e pimpante, il giorno in cui il Veneto sarà uno Stato indipendente. Da solo o all'interno Repubblica Federale italiana. Non dimentichi infatti che un vero Stato Federale è “uno Stato di Stati”. Ma le voglio dire anche un’altra cosa. Il federalismo prevede che dei “diversi” lavorino assieme per realizzare uno scopo comune. La base della Lega Nord è senz’altro diversa dalla base di Fratelli d’Italia, dalla base di Casa Pound e così via. Ma questo non è un problema perché - seguendo la logica di questo ragionamento che le sto illustrando - l’operazione di Salvini è senz’altro un’operazione federalista. Si tratta di “diversi” che lavorano assieme per realizzare scopi comuni. Il problema è che in questo caso lo “scopo comune” non è una nuova Costituzione Federale, bensì una serie di obiettivi (Euro, immigrazione, legittima difesa, asili nido solo per fare gli esempi che ora mi sovvengono) all’interno di una Repubblica dove la sovranità non è degli enti territoriali bensì e' dello Stato, con tutto ciò che ne consegue. Siamo insomma in presenza di una situazione di monopolio del potere. Manca la concorrenza, e le ricordo che la concorrenza genera sempre efficienza.  Inoltre questo Stato centrale non è per niente al servizio dei cittadini. Il libro “Sudditi” dell’Istituto Bruno Leoni fa capire in maniera assai significativa come lo Stato italiano tratti in realtà i cittadini italiani. E' l'articolo 3 della Costituzione Svizzera che fa capire cosa realmente serve al paese". 

Come vede la situazione europea alla luce della vittoria di Tsipras in Grecia, anche alla luce della decisione del governo ellenico di interrompere l'embargo contro la Russia?

"La situazione europea? Voglio partire da un esempio che riguarda il calcio (che non c'entra naturalmente nulla) per far capire come la vedo: i tifosi del Milan, da Trieste a Siracusa, dicono “io sono del Milan”, perché il Milan c’è. Al contrario, e qui arriviamo al cuore del mio ragionamento, sono pochissimi i cittadini italiani, inglesi, tedeschi eccetera che quando sono in giro per il mondo dicono “io sono europeo” . Perché purtroppo l’Europa non c’è. E quello che c’è, come tutti sanno è organizzato male e funziona malissimo. In realtà abbiamo bisogno d’Europa, per mille motivi. Sergio Romano commenta il progressivo declino degli Stati nazionali e scrive, giustamente, che “a me sembra che l’Unione Europea possa, meglio degli stati nazionali, ospitare le patrie regionali all’interno di un patto federale” (Corriere della Sera 10 Ottobre 2012) .  E’ verissimo, ed è per questo che non capisco la posizione assunta da Salvini oggi e da Bossi qualche anno fa - ed anche qui niente di nuovo - sull’Europa. Ho passato una vita in Lega a dire e scrivere che Bruxelles è mille volte meglio di Roma. E’ necessario lavorare perché l’Unione Europea si riorganizzi al di là dei confini dei vecchi Stati-nazione, nel segno dell’organicità e dell’omogeneità. E non dimentichiamo che le guerre mondiali sono figlie dei nazionalismi, dell’egoismo e della stupidità degli stati-nazione. Il principio della integrità territoriale è roba del medioevo. Decidano i cittadini con un democratico referendum. L’embargo contro la Russia poi a mio giudizio è una follia". 

Quali sono le sue ricette per questo malandato paese come l’Italia?

"L’ho detto prima, quando ho accennato all'articolo 3 della Costituzione Svizzera, intitolato Federalismo. La sostanza è questa: la sovranità deve essere degli enti territoriali, che a casa loro fanno tutto. Eccezion fatta quelle cose che essi stessi, decidono di delegare allo Stato centrale. Quindi lo Stato è al servizio degli enti territoriali e non ha sovranità. Se organizziamo in questo modo la Costituzione della Repubblica Federale italiana in poco tempo questo “malandato paese”, come lei lo chiama, rinascerebbe a nuova vita e raccoglierebbe i frutti delle straordinarie potenzialità dei suoi territori. Mi permetto poi di aggiungere: ma altro che “malandato paese”, noi siamo in bancarotta fraudolenta! Le ricordo che il debito di un bimbo che nasce domani mattina se consideriamo, come dovremmo, secondo corretti principi contabili, anche il valore attuale del debito pensionistico, è di circa 96 mila euro a testa. Ovvero, uno sproposito!" 

Parliamo del Sud: cosa dovrebbe fare per potersi rilanciare ed affrancare dal centralismo e l'assistenzialismo che ne hanno limitato libertà e sviluppo?

 "All’inizio del 1996 Giuseppe Turani aveva pubblicato un libro molto critico verso la Lega Nord. Il titolo era “I sogni del grande Nord”. Ed a pagina 114, l'autore commentava così la nostra proposta di separazione consensuale: «...il Sud potrebbe risorgere a nuova vita. È chiaro infatti che in caso di creazione di due monete, se quella del Nord si rivaluta fortemente, quella del Sud scende, precipita, si svaluta in modo spaventoso. Ma a questo punto il Sud si trova in condizioni fantastiche per cominciare a esportare. Anche gli imprenditori del Nord possono trovare conveniente far produrre le loro merci nel Sud, dove pagano in moneta svalutatissima. Insomma, il Sud si trasforma per incanto in una sorta di Tigre del Mediterraneo, la sua economia comincia a crescere a ritmi spaventosi mentre l’economia del Nord si affloscia ed entra in una crisi mortale». In assenza di mobilità interna, un'economia debole non può avere una moneta forte. La Lira prima e l’Euro dopo, hanno di fatto distrutto il Mezzogiorno. L’obiettivo dei cittadini delle Regioni del Sud dovrebbe essere esattamente quello di Bossi negli anni '90. Ho letto con piacere che nel Febbraio 2014 Claudio Borghi ha scritto una cosa giusta alla pagina 16 del manuale intitolato “Basta Euro", in cui l'attuale responsabile economico della Lega Nord scrive: «Per questo motivo, una volta riconquistata la nostra sovranità monetaria, se si volesse affrontare davvero il problema delle differenze tra Nord e Sud bisognerebbe magari pensare a due monete diverse. Il Sud diventerebbe competitivo e potrebbe creare lavoro vero, non falsi lavori pubblici. Il Nord avrebbe più difficoltà ad esportare rispetto a quando c’era la Lira ma non ci sarebbe più bisogno di trasferimenti e le tasse potrebbero calare». Questa è esattamente la proposta di separazione consensuale che la Lega proponeva 20 anni fa. Il problema non è la sovranità monetaria, il problema è l’economia del Sud. Che oggi è bloccata esattamente come era bloccata quando avevamo tutta la sovranità monetaria del mondo". 


Un'ultima domanda: ritiene ancora attuale ed attuabile l'ipotesi della doppia moneta? Venti anni fa ipotizzò tale scenario per il nostro paese: in considerazione di un contesto che è totalmente cambiato con la globalizzazione dei mercati ed uno scenario internazionale del tutto nuovo, quanto è realizzabile una moneta specchio delle singole realtà territoriali ancorata alle economie di paesi come ad esempio la Russia e la Cina che adesso sono dominanti e che rappresentano un'alternativa all'Euro ed al dollaro?

"Quest'ultima di cui parla, è la teoria delle aree valutarie ottimali che era alla base della proposta di separazione consensuale della Lega di Bossi. A mio giudizio quella teoria oggi è più valida che mai. Ma non solo a mio giudizio: vedo che ne parlano ancora in tanti. Lei pensi che nella rivista “Intervento nella società” perfino l’onorevole Stefano Fassina (si', proprio quello del PD) conclude un suo articolo del Settembre 2014 con queste parole: «...dobbiamo preparare un piano B per una separazione consensuale della nostra insostenibile area valutaria». Ma queste sono
esattamente le conclusioni cui era giunta la Lega negli anni '90: anch'essa proponeva una separazione consensuale perché la situazione dell’area valutaria della Lira era irrazionale e con l’euro sarebbe peggiorata. Potrei farle tante altre citazioni. Quella tecnicamente più interessante però è di Zingales. Il 9 Maggio 2010 il Sole 24 Ore aveva pubblicato uno straordinario articolo di Luigi Zingales. Il titolo e il sottotitolo dicevano già tutto: «È un matrimonio valutario non riuscito. L’integrazione non è decollata. I paesi nordici hanno bisogno di prezzi controllati, quelli mediterranei di inflazione. Due euro? Meglio che uno. Una moneta per il Nord e una per il Sud salverebbero l’Europa». Con la proposta di separazione consensuale la Lega, diceva esattamente che una moneta per le Regioni del Nord e una diversa moneta per il Mezzogiorno, avrebbero salvato dal declino entrambe le aree geografiche
".

Francesco Montanino

 

Giancarlo Pagliarini (Milano, 23 aprile 1942) è un politico italiano. È stato militante leghista fino al 2007. In seguito al congresso del partito di Umberto Bossi tenutosi nel gennaio di quell'anno, ha deciso di lasciare il movimento a causa di dissidi interni. Nella primavera 2008 si è candidato come indipendente con "La Destra", dopo che i leader del partito (Santanchè e Storace) hanno sottoscritto una dichiarazione di intenti che include il federalismo fiscale nel loro programma.
È stato Ministro del Bilancio e della Programmazione Economica nel 1994 durante il primo Governo Berlusconi
.
 

Lega Sud - Ausonia

Lega Sud Notizie - Alcuni articoli e foto sono prelevati dal web come fonte di notizie. Qualora il proprietario di foto e contenuti volesse richiedere la rimozione delle stesse dal nostro sito, per motivi di copyright, potrà scriverci dal form di contatti. Entro 48 ore il contenuto sarà rimosso dal nostro blog ufficiale.

Posta un commento

 
Copyright © 2013 LEGA SUD - BLOG UFFICIALE
Design by STUDIO EREMITA 4.0 | © LEGA SUD AUSONIA