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domenica 1 gennaio 2017

DISCORSI DI FINE ANNO COME PETI AL VENTO...




Capodanno, tempo di discorsi e buoni propositi per il futuro. Mentre in altri paesi come la Russia il presidente Vladimir Putin non tedia i propri cittadini con noiose, lunghe e stucchevoli tiritere, nella repubblica delle banane italiota invece siamo alle prese con il trionfo dell’ipocrisia e della retorica più piene. Il riferimento al capo dello stato (naturalmente NON eletto dal popolo e piuttosto espressione dei poteri forti, delle lobby e delle massonerie oltre che di una cricca di delinquenti in doppio petto) il nazicomunista Sergio Mattarella e ad uno dei rappresentanti della pseudo opposizione, Matteo Salvini non è ne casuale, né tantomeno non voluto!
Mentre però il nulla di Mattarella rappresenta la regola, visto che perpetua una tradizione di retorica e ridicola prosopopea inaugurata da Scalfaro ed indegnamente portata avanti da Ciampi e Napolitano, per Salvini un po’ di curiosità (lo ammettiamo) la nutrivamo. E così, pur avendo rinunciato a seguire il sermone presidenziale, chi scrive decide di investire 21 minuti del proprio tempo per capire cosa la fervida (?) mente del fannullone padano abbia mai potuto elaborare e concepire, in tale non trascurabile lasso di tempo.
Si può tranquillamente dire, niente di nuovo sotto il sole anche in questo caso. Se non la conferma che la Lega è diventato un partito nazionalista a tutti gli effetti, dove non c’è più traccia della parola FEDERALISMO! Lo rimarchiamo come sempre a caratteri cubitali, perché vale la pena evidenziare anche e soprattutto stavolta il fatto che il Carroccio ormai si sia appiattito sulle posizioni degli sfigati (s)fascisti di fratelli d’itaglia, dal momento che di quelle battaglie anche da noi condivise in tempi non sospetti, ormai non v’è più traccia.
Il discorso del parassita, “abbarbicato – parole sue – in un albergo di Bormio, nel cuore della Valtellina” con una finestra aperta non si sa bene per quale motivo (ti sta bene se poi ti beccherai un’influenza con i fiocchi) e con l’esplosione di alcuni petardi a fare da ideale sfondo sonoro, ha rasentato letteralmente il ridicolo. Solita solfa sull’immigrazione irregolare, sull’inutilità dell’euro ed anche sui 4 milioni e mezzo di poveri che contendono il pezzo di pane alle tante risorse fatte entrare allegramente dagli Alfano e Boldrini di turno. Concetti giusti e sacrosanti, per carità.
Ma nel merito, non ci ha ancora spiegato COSA in concreto intendono fare lui e quel che resta della Lega, di fronte a questa vera e propria emergenza sociale. Perché va bene ululare alla luna parlando di barricate in Parlamento, così come ha fatto lui. Ma ci saremmo quantomeno aspettati una presa di posizione ancora più netta e decisa nei confronti dell’apparato di potere che su questo mercimonio continua a lucrare, generando nel contempo una guerra fra poveri al solo scopo di tenerci distratti ed indaffarati di fronte alle loro malefatte. 
O magari del criminale piano di sostituzione etnica voluta da quel bastardo criminale che risponde al nome di Kalergi, e che sta trovando la complicità di questa classe politica composta da vigliacchi e venduti della peggiore specie!
Ed invece, Salvini non ne ha fatto il benché minimo cenno perché in fondo anche lui fa parte dell’allegra combriccola che ci sta facendo sprofondare in un abisso fatto di tasse, miseria, ingiustizia e violenza. Infatti, vorremmo solo ricordargli che nell’epoca in cui Bobo Maroni era al Viminale, quale Ministro degli Interni, sono stati aperti quegli stessi campi rom che adesso lui, povero omuncolo, vorrebbe abbattere con le sue famigerate ruspe. Con cui vorrebbe anche andare a comandare facendo il verso ad un tormentone della scorsa estate – sempre parole sue – prendendo la tangenziale. In questa sede, lo invitiamo volentieri semmai a prendere una ben specificata strada che lo porta  dritto dritto in un altro paese (decantato da Marco Masini, per intenderci…), giusto per non scadere nella volgarità.
Proseguendo nell’analisi del discorso del fannullone “made in Padania”, solo un brevissimo cenno alla morte avvolta ancora dal mistero, del povero Gianluca Buonanno. Se sei a capo della Lega, avresti dovuto dedicare molto più di un semplice epitaffio a chi ha portato avanti delle battaglie coraggiose come Buonanno. Ed invece, ricordiamo ancora bene la tua NON reazione quando le agenzie batterono la notizia dello “strano” incidente che aveva riguardato il sindaco di Borgosesia, nonché euro-parlamentare che, a detta di alcuni, stava per denunciare e rendere pubblici dei documenti che avrebbero messo in serio imbarazzo l’Unione Europea

Quello che è stato troppo frettolosamente fatto passare come un semplice incidente d’auto, quando invece recandomi all’obitorio di Busto Arsizio non c’era alcun graffio sul volto di Buonanno, avrebbe dovuto far divampare in te il sacro fuoco della ricerca a tutti i costi della verità vera. Anche quale segno di doveroso rispetto nei confronti di chi continua a crederci ed a battersi, pure a costo di pagare con la vita il non voler abbassare la testa ed arrendersi di fronte ad una verità di comodo divulgata al solo scopo, di insabbiare tutto! Ma non sei nuovo a questi comportamenti, perché ne sappiamo – con dati inconfutabili – qualcosa!
Hai fatto esattamente allo stesso modo quando ti fu fatto notare che, in piena campagna elettorale per le europee del 2014, mentre tu andavi a fare le passerelle c’era chi come il Segretario Federale Vestuto invece ha rischiato la propria incolumità solo perché siamo stati vostri alleati nel perseguire l’idea di un’Europa più giusta e rispettosa dei diritti delle persone oneste e perbene! Come allora, anche stavolta hai fatto spallucce di fronte ad una morte – quella di Buonanno – che presenta molti punti in comune con l’attentato che costò la vita al leader antieuropeista austriaco, Jorg Heider.
Il passaggio più esilarante, per non dire triste, del lungo discorso di Salvini, ha riguardato però gli “oltre 8.000 campanili che vanno da Nord a Sud” ed “…in nome delle autonomie….”. Garibaldi e Mussolini messi insieme, davvero, non avrebbero potuto fare di meglio! 
Il termine “federalismo” è letteralmente stato cancellato dal vocabolario della Lega, quando invece i tempi sono propizi e maturi per una svolta in senso antistatalista ed anticentralista di questo ridicolo e sgangherato paese. Ti sarebbe bastato pensare ad esempio alla crescente voglia di indipendenza che sta animando il Veneto, giusto per restare non troppo distanti. O se proprio fai fatica a parlarne, potevi tranquillamente parlare della Lombardia di cui sei anche nativo, che chiede a gran voce di essere liberata da Roma ladrona. E se proprio ti era difficile fare questi due fondamentali ed opportuni passaggi, potevi sempre salvarti in calcio d’angolo parlando della Catalogna e della Scozia che sono ormai ad un passo dall’ottenere finalmente la libertà e l’indipendenza tanto agognati, rispettivamente, da Madrid e Londra. Ed invece, pure stavolta nulla di tutto questo!!!!
Una grande occasione sprecata, ma tutto sommato c’era da aspettarselo. Del resto, cosa mai avremmo dovuto attenderci da un personaggio che si è trincerato in un imbarazzato, quanto eloquente silenzio di fronte alla clamorosa protesta degli altoatesini che hanno fatto affiggere a Roma, nei giorni scorsi, una serie di manifesti con cui il Sud Tirolo chiede di essere annesso all’Austria?
Circostanza – questa - che ha fatto strepitare e starnazzare la propria alleata Giorgia Meloni, che stizzita ha utilizzato termini durissimi nel commentare l’accaduto, facendo leva sul solito nazionalismo d’accatto che anima da sempre gli sfigati (s)fascistucoli da quattro soldi. Ricordiamo a te ed alla tua compagna di merenda italiota, che esiste l’articolo 20 della carta ONU che parla di diritto all’autodeterminazione dei popoli, che consigliamo caldamente di rivedere e di ripassare. Principio sacro del diritto internazionale che legittima il desiderio di ciascun popolo di essere libero di decidere cosa sia meglio ed opportuno fare. Compresi gli altoatesini e tutti quelli che vorranno in futuro affrancarsi da questa squallida invenzione delle massonerie internazionali che è l’ita(g)lia!
Concetti che però, come ben comprenderete cari lettori, sono troppo superiori per il nostro ex “comunista” padano, che con il discorso di fine 2016 non farà altro che accelerare la scissione all’interno di una Lega Nord che ormai ha perso la propria identità federalista ed indipendentista, per diventare con tutti i dovuti crismi un vero e proprio partito romanocentrico e di regime.
Il Senatur Umberto Bossi, fondatore del Carroccio agli inizi degli anni ’80, del resto lo aveva già evidenziato che la svolta nazionalista fortemente voluta da Salvini (e dietro la quale, non ci stupiremmo ci fosse la longa manus dell’ex Cavaliere, checché ne dica e voglia darcela a bere il nuovo segretario federale) avrebbe presto o tardi portato ad una resa dei conti all’interno di un movimento che in realtà si era già appiattito su posizioni decisamente stataliste e centraliste, sin dal lontano 2001 così come abbiamo imparato purtroppo a sperimentare sulla nostra pelle. Ciò che è certo ed indubbio, è che il tema del federalismo, ormai, è letteralmente sparito da qualsiasi discussione politica. Quando, invece, la Brexit, l’elezione di Trump ed il NO al recente referendum sulla riforma-truffa della Costituzione, hanno lanciato dei segnali ben precisi.
Che, a nostro avviso, spingeranno sempre di più verso un assetto che si sta orientando sull’esaltazione del ruolo delle macro-aree regionali, destinate a sostituire i vecchi ed ormai decrepiti apparati nazionalistici, così come li conosciamo.

Francesco Montanino

Lega Sud - Ausonia

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