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mercoledì 4 gennaio 2017

IL DELIRIO DI GRILLO SEGNA IL SUO DECLINO



Da comico apprezzato a saltimbanco della politica della peggiore specie. Se si volesse fare una descrizione dell’evoluzione di Beppe Grillo, non potremmo non partire da questo inequivocabile dato di fatto. Dai primi avvistamenti sul panfilo Britannia (anno di grazia, 1992) alla creazione di un movimento che serve solo al regime per controllare e mantenere in un alveo gestibile (insieme a quel che resta della Lega Nord) il malcontento di ampi strati della popolazione, il passo non è stato poi così lungo. Il letale abbraccio con Casaleggio e ciò che rappresenta, ha poi fatto il resto ed i risultati purtroppo sono quelli che abbiamo imparato a conoscere.
Tenendo fede alla moda dei discorsi pomposi ed inutili (almeno a casa nostra…) di fine anno, anche lui non si è affatto esentato dall’annoiare gli spettatori con un sermone inconcludente ed autoreferenziale, in cui come al solito solo tanti bei paroloni, ma zero contenuti. E del resto non potrebbe essere altrimenti, considerando che il Movimento 5 Stelle che avrebbe dovuto essere espressione del nuovo, ha compiuto una serie di piroette che lo classificano per quello che in fondo è: una costola della peggiore sinistra comunista e statalista che è incapace di gestire persino un condominio. La telenovela romana, è sotto gli occhi di tutti con la grottesca storia del neo eletto sindaco Raggi che non sa nemmeno redigere un bilancio comunale e che si è attorniata di una squadra di governo che brilla senz’altro per inerzia ed inettitudine. E contro cui ci sono delle indagini in corso, su pratiche e comportamenti davvero al limite della legalità.
Eh già, la legalità e l’onestà. Due autentici capisaldi su cui i grillini ed i loro simpatizzanti (molti di loro in buona fede, è bene evidenziarlo) ci hanno letteralmente martellato in questi anni, autoproclamandosi “partito del nuovo” pronto ad “aprire – parole loro – il Parlamento come una scatoletta di tonno”. Peccato che di questi lodevoli ed encomiabili obiettivi non vi sia poi alcuna traccia, così come hanno dimostrato i fatti che al contrario li hanno ridimensionati ad uno dei tanti partitucoli di questo regime.
Perché andando in giro per la rete da loro tanto decantata, capita di imbattersi nel sito www.uomoqualunque.net, che ci racconta una verità che i loro adepti si guardano bene dallo spiattellare. “Il M5S – si legge - prende 6 milioni di euro all’anno per “far funzionare il gruppo parlamentare”. Considerate che le spese maggiori del M5S sono per la comunicazione (se il bilancio fosse totalmente trasparente e disponibile on-line lo potreste verificare). Considerate che il personale è scelto dalla Casaleggio (come da codice di comportamento) e pagato con stipendi e rimborsi da favola (in alcuni casi prendono più dei deputati)”. Inoltre prosegue,  questo interessante articolo (http://uomoqualunque.net/2015/02/tutta-la-verita-sul-movimento-5-stelle/), scritto a proposito dei tanti scheletri nell’armadio che i pentastellati ben nascondono e che raccolgono le dichiarazioni di Samele Segoni (ex appartenente a tale movimento), le grandi decisioni calano dall’alto. Non c’è rispetto delle minoranze interne, c’è un atteggiamento volto a stroncare qualsiasi voce critica con qualsiasi mezzo. Il M5S non è ancora diventato un partito. Ultimamente ha preso alcune peculiarità dei partiti, ma le ha stravolte e peggiorate ulteriormente. Faccio alcuni esempi. C’è un vertice ma non si sa chi è: il Duo Grillo-Casaleggio, alcuni parenti, la Casaleggio Associati, lo Staff di Grillo, i gestori delle pagine, i parlamentari del “cerchio magico”… non si capisce il confine tra tutte queste entità, le decisioni calano dall’alto all’ultimo momento e non si sa bene chi ha impartito gli ordini: ci si adegua e basta. C’è una base, ma non si sa chi è: in teoria dovrebbero essere gli iscritti certificati, in pratica sul territorio chiunque può aprire un meetup nel suo comune, anche se ce ne è già un altro. Se si tratta di mettere in difficoltà un personaggio scomodo con delle votazioni, si possono materializzare dal nulla una serie di “attivisti” mai visti in quell’ambito che fanno numero e sbilanciano le decisioni. Ci sono i capibastone, ma non si sa chi sono. Ultimamente si era palesata anche la presenza sui territori di personaggi di fiducia dei vertici del M5S che impongono il proprio volere (dicendo che è quello dello “staff”), procedendo con epurazioni, allontanamenti, faide e guerre intestine. Ultimamente è emersa anche la figura delle “sentinelle”: persone che hanno il compito di segnalare allo staff o ai capibastone tutte le voci fuori dal coro e tutti i movimenti degni di nota. Non c’è rispetto per le minoranze: in ogni posizione di rilievo vengono messi solo e soltanto fedelissimi”.
Insomma, niente male per chi aspira ad essere in maniera nemmeno tanto velata “i migliori, perché noi del M5S siamo la sintesi dei migliori in Italia”, così come ha dichiarato in maniera autoreferenziale il buon Grillo. Ora, volendo stendere un velo pietoso sul concetto d’itaglia (ma lui non aveva sostenuto in tempi non sospetti che il Sud avrebbe tutte le ragioni di questo mondo per chiedere l’indipendenza da questo stato mafioso e delinquenziale?), è sull’autoproclamarsi “migliori” che ci sarebbe molto da obiettare. 
Il “migliore”, almeno per come la vediamo noi, è colui che è coerente con le proprie idee. Anche a distanza di anni. E così come gli facciamo notare che non si può un giorno essere a favore dell’indipendenza della nostra terra, ed un altro invece smentire questo concetto. Allo stesso modo, vorremmo chiedergli che fine ha fatto la sua volontà forcaiola, quando a Roma la giunta Raggi sta collezionando avvisi di garanzia e figuracce incredibili. L’ultima piroetta da lui compiuta sta nel non espellere gli appartenenti al movimento che sono oggetto di indagini da parte della Magistratura.
“Last, but not least”, come dicono gli inglesi cui a volte dice di ispirarsi, dovrebbe spiegarci come mai all’indomani degli attentati di Berlino ha chiesto l’espulsione dei clandestini, salvo poi rimangiarsi tutto a Capodanno dove ha invocato maggiore immigrazione perché c’è stato un calo delle nascite! Un autentico schiaffo a chi invece fa fatica a portare il piatto a tavola e non riesce a concepire un figlio! O magari, è costretto a scapparsene a gambe levate da questo maledetto paese, perché lo stato itagliano è nemico giurato dei cittadini onesti e perbene che sono letteralmente dissanguati da un sistema fiscale criminale e vessati da leggi a tutela di ladri ed assassini di tutte le specie, razze, religioni e risme!
Naturalmente, niente di tutto questo si è parlato nel suo incomprensibile e vacuo discorso. Dopo Mattarella e Salvini, adesso c’è anche il Grillo delirante. Avanti il prossimo, e naturalmente si salvi chi può…

Francesco Montanino

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