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giovedì 9 gennaio 2020

PUGLIA: A GROTTAGLIE CITTADINI E FORZE POLITICHE DI OPPOSIZIONE CONTRO L'IMU "PAZZA"











Le forze politiche del centro-destra grottagliese si sono incontrate per concertare una azione politica congiunta per la Città. Al centro dell’incontro il fallimento dell’azione amministrativa dell’attuale maggioranza e le iniziative intraprese da essa in tema di ambiente, opere pubbliche e tassazione.

Durante l’incontro si è decisa la volontà di sostenere con azioni politiche locali, regionali e nazionali, attraverso il coinvolgimento dei propri referenti in Consiglio Regionale ed in Parlamento, il comitato Critic e tutti i proprietari di terreni ricadenti nel comparto C. Certi che ormai la vicenda sia andata oltre la mera questione impositiva ed abbia raggiunto le connotazioni di una grave emergenza sociale. Si è inoltre deciso di inviare una lettera a sua Eccellenza il Prefetto di Taranto, dott. Demetrio Martino, perché rinnovi l’invito, già formulato da sua Eccellenza il Prefetto dott.ssa Antonia Bellomo ed inascoltato, al Signor Sindaco di Grottaglie avv. Ciro D’Alò e al Presidente del Comitato Critic, avv. Ciro Lenti, per un incontro presso la Prefettura di Taranto perché da esso possa scaturire una equa soluzione, al problema che attanaglia le famiglie del Comparto C.

Una sana e responsabile amministrazione non può ignorare le condizioni di disagio psicologico ed anche economico in cui, a causa della cosiddetta IMU pazza, versano circa 100 famiglie Grottagliesi.
La decisione di dare corso all’azione esecutiva da parte di questa giunta comunale, per l’esazione di un tributo che ha degli evidenti vizi di concretezza sui valori applicati, ha di fatto minato la serenità di vita dei cittadini. 
La sana amministrazione è chiamata a tutelare e garantire la serenità della popolazione amministrata no la sua vessazione.
La vicenda del comparto C, ha più i contorni dell’esazione medioevale in cui il signorotto locale dava all’esattore il compito di vessare i sudditi.


Ritenendo la condizione che le famiglie coinvolte, loro malgrado, nella vicenda una
vera emergenza sociale, le forze di centro-destra della città metteranno in campo
ogni sforzo per far si che si giunga ad una soluzione che liberi gli interessati da
questo capestro impositivo.

Grottaglie (TA), 8 gennaio 2020 

Comunicato stampa congiunto a firma di:

Michele Santoro
Ciro Marseglia
Giovanni Patronella
Orazio Antonazzo
Ciro Gianfreda

lunedì 6 gennaio 2020

Reggio Calabria provincia autonoma: confronto su idee e progetti


Reggio Calabria provincia autonoma. Il coordinamento provinciale della Lega Sud Ausonia - Reggio Calabria, in vista anche dei prossimi appuntamenti elettorali che riguarderanno tra l'altro anche le elezioni comunali del capoluogo reggino, vuole presentare i propri progetti per il rilancio del territorio e confrontarsi con la cittadinanza e il mondo imprenditoriale per dotare la città di Reggio Calabria , ma anche i comuni dell'intera provincia, di un progetto credibile e condiviso. Per iniziare questo percorso, il principale Movimento autonomista del Mezzogiorno, terrà due conferenze programmatiche di presentazione nei giorni 17 e 18 gennaio 2020. La prima conferenza si terrà il 17 gennaio a Reggio Calabria presso l' E' Hotel Reggio Calabria alle ore 16.00 e la seconda, il 18 gennaio a Condofuri (RC) sempre alle ore 16.00 presso la sede locale del movimento.

"L'intera provincia di Reggio Calabria deve ritrovare il suo ruolo di centralità economica, culturale e imprenditoriale" - ha detto Mario Laurenzano, coordinatore reggino della Lega Sud Ausonia Calabria, durante la presentazione ad iscritti e simpatizzanti dell'iniziativa. "Le potenzialità del nostro territorio sono enormi - ha continuato Laurenzano - e non possono essere penalizzate da una politica nazionale che oltre ad essere miope ed assistenzialista nei nostri confronti, ha relegato l'intera area reggina ad un ruolo residuale rispetto alle altre province calabresi, ma anche rispetto all'intero Mezzogiorno. Ad oggi Reggio Calabria è soltanto "territorio di passaggio" per accedere alla Sicilia, facendo dimenticare ad esempio le nostre infinite risorse e potenzialità archeologiche e turistiche. Con il nostro disegno di legge di iniziativa popolare su "Reggio Calabria provincia autonoma", che ricalca i modelli vincenti e ormai sperimentati di Trento e Bolzano - conclude il coordinatore provinciale di Reggio Calabria - vogliamo invertire questo "status quo" in maniera decisa, dando un serio segnale alla politica dei partiti nazionali dimostratasi chiaramente incapace di dare risposte concrete ai nostri territori".

Durante questa due giorni di incontri e convegni, verrà presentato anche il progetto imprenditoriale "Il Buono del Sud", con la diffusione di un "marchio ad ombrello" volto alla difesa, valorizzazione e sviluppo delle produzioni di qualità ed eccellenza del territorio.

RED

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IL TESTO DELLA  PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE DELLA LEGA SUD AUSONIA PER L'ISTITUZIONE DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI REGGIO CALABRIA. (sul modello di Trento e Bolzano):

PROPOSTA DI PROGETTO DI LEGGE COSTITUZIONALE D'INIZIATIVA POPOLARE REDATTO IN ARTICOLI, IN BASE AL DIRITTO DI INIZIATIVA LEGISLATIVA PREVISTO E GARANTITO DALL'ART.71, COMMA SECONDO, DELLA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA E IN APPLICAZIONE DELLA LEGGE 25 MAGGIO 1970, N.352 (NORME SUI REFERENDUM PREVISTI DELLA COSTITUZIONE E SULLA INIZIATIVA LEGISLATIVA DEL POPOLO):
"MODIFICHE AL TITOLO V DELLA COSTITUZIONE IN MATERIA DI AUTONOMIE PROVINCIALI E LOCALI. ATTRIBUZIONE ALLA PROVINCIA DI NAPOLI E AD ALTRE PROVINCE DELLO STATUTO D'AUTONOMIA PROVINCIALE "
ARTICOLO 1
L'articolo 115 della Costituzione della Repubblica Italiana è così modificato:
"I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono tutti enti autonomi con propri poteri e funzioni, stabiliti dalla Costituzione ed articolati secondo il principio di sussidiarietà".
ARTICOLO 2
Dopo l'articolo 115 della Costituzione è inserito il seguente:
"Articolo 115-bis"
1. I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno tutti autonomia statutaria, normativa, finanziaria, organizzativa ed amministrativa.
2. La potestà legislativa è ripartita fra le Regioni, le Province, le Città metropolitane e lo Stato.
3. Alle Province sono attribuite forme e condizioni di autonomia normativa, finanziaria, organizzativa ed amministrativa adeguate ai caratteri comunitari delle popolazioni e dei territori, alle loro culture, storie, caratteristiche produttive, economiche e sociali, nonché alla loro contribuzione globale all'erario secondo specifici Statuti adottati con leggi costituzionali e denominati Statuti di autonomia provinciale.
4. E' attribuita ai Comuni la generalità delle funzioni regolamentari ed amministrative anche nelle materie nelle quali la potestà legislativa spetta allo Stato, alle Regioni, alle Città metropolitane o alle Province, salve le funzioni espressamente attribuite alle Regioni, alle Province, alle Città metropolitane o allo Stato dalla Costituzione, dalle leggi costituzionali e dalle leggi ordinarie, senza duplicazioni di funzioni e con l'individuazione delle rispettive responsabilità.
5. Tutti gli atti, normativi o regolamentari, delle Regioni, delle Province, delle Città metropolitane e dei Comuni non sono sottoposti, né sono sottoponibili, a controlli preventivi di legittimità o di merito".
ARTICOLO 3
Dopo l'art. 116 della Costituzione viene inserito il seguente
"Articolo 116-bis"
"Alla Provincia di Reggio Calabria sono attribuite le competenze legislative ed amministrative di cui al successivo articolo 117-bis, secondo uno Statuto provinciale di autonomia adottato con legge costituzionale".
ARTICOLO 4
L'articolo 117 della Costituzione è così modificato:
1. "Entro il territorio di una stessa Regione possono coesistere Province con uno Statuto di autonomia provinciale e Province con Statuto ordinario.
2. Nei confronti delle Province nelle quali vige lo Statuto di autonomia provinciale la Regione emana norme legislative, con esclusivo carattere di programmazione e coordinamento, tenuto conto della competenze provinciali, nelle seguenti materie:
1) ordinamento degli uffici regionali e del personale ad essi addetto;
2) espropriazione per pubblica utilità per le opere pubbliche di propria competenza;
3) regolamentazione dell'ordinamento degli Enti preposti alla. erogazione delle cure sanitarie o comunque operanti nel campo sanitario ed ospedaliero.
4) ordinamento delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza dì carattere regionale;
5) ordinamento degli enti di credito fondiario e di credito agrario, delle casse di risparmio e delle casse rurali, nonché delle aziende di credito a carattere regionale."
ARTICOLO 5
Dopo l'articolo 117 della Costituzione viene inserito il seguente:
"Articolo 117-bis"
1. Ogni Provincia alla quale è attribuito lo Statuto di autonomia provinciale ha competenza di legislazione e di amministrazione nelle seguenti materie:
1) indirizzi generali di assetto e coordinamento del territorio provinciale, circoscrizioni comunali;
2) toponomastica provinciale;
3) ordinamento degli uffici provinciali e del personale ad essi addetto;
4) tutela, conservazione e sviluppo del patrimonio storico, culturale, artistico e popolare, delle tradizioni, storia, lingue e dialetti;
5) usi e costumi locali ed istituzioni culturali (biblioteche, accademie, istituti, musei) aventi carattere provinciale;
6) organizzazione di manifestazioni e di attività artistiche, culturali ed educative locali, anche con i mezzi radiotelevisivi;
7) urbanistica, piano territoriale provinciale e piani regolatori comunali;
8) difesa del suolo, tutela e valorizzazione ambientale e del paesaggio, prevenzione delle calamità;
9) usi civici;
10) ordinamento delle minime proprietà agricole e di quelle di collina e di montagna;
11) artigianato;
12) edilizia comunque sovvenzionata;
13) porti lacuali;
14) fiere e mercati;
15) tutela, utilizzazione e valorizzazione delle risorse idriche e energetiche;
16) miniere, comprese le acque minerali e termali, cave e torbiere;
17) caccia e pesca;
18) agricoltura e parchi per la protezione della flora e della fauna;
19) viabilità, acquedotti e lavori pubblici di interesse provinciale;
20) comunicazioni e trasporti di interesse provinciale, compresi la regolamentazione tecnica e l'esercizio degli impianti di funivia;
21) assunzione diretta o partecipata di servizi pubblici e loro gestioni a mezzo di aziende speciali;
22) turismo e industria alberghiera, compresi le guide, i portatori alpini, i maestri e le scuole di sci;
23) agricoltura, foreste e Corpo forestale, patrimonio zootecnico ed ittico, istituti fítopatologici, consorzi agrari e stazioni agrarie sperimentali, servizi antigrandine, bonifica;
24) espropriazione per pubblica utilità per tutte le materie di competenza provinciale;
25) costituzione e funzionamento di commissioni comunali e provinciali per l'assistenza, l'orientamento al lavoro e per l'aggiornamento permanente nonché la riqualifìcazione dei lavoratori disoccupati;
26) opere idrauliche, organizzazione dello smaltimento dei rifiuti a livello provinciale, rilevamento, disciplina e controllo degli scarichi delle acque e delle emissioni atmosferiche e sonore;
27) assistenza e beneficenza pubblica;
28) scuola materna;
29) assistenza scolastica per i settori nei quali le Provincie hanno competenza legislativa;
30) edilizia scolastica;
31) addestramento e formazione professionale, anche post-laurea e dì specializzazione;
32) polizia locale urbana e rurale;
33) istruzione elementare e secondaria (media, classica, scientifica, magistrale, tecnica, professionale e artistica);
34) commercio;
35) apprendistato e lavoro;
36) incremento della produzione industriale attraverso la creazione di poli tecnologici ed incubatoi per l'innovazione;
37) igiene e sanità, ivi compresa l'assistenza sanitaria ospedaliera;
38) attività sportive e ricreative con i relativi impianti ed attrezzature;
39) esercizi pubblici;
40) utilizzazione a livello provinciale delle acque pubbliche, escluse le grandi derivazioni a scopo idroelettrico;
41) raccolta ed elaborazione dati, assistenza tecnico-amministrativa ai Comuni;
42) servizi antincendi;
43) sviluppo della cooperazione.
2. Per consentire alle Province con lo Statuto di autonomia provinciale di svolgere adeguatamente le competenze di legislazione e di amministrazione nelle materie di cui sopra, una congrua quota del gettito fiscale prodotto nel territorio provinciale e, comunque, non inferiore al 60% del gettito di tutti i tributi, con l'esclusione dell'I.V.A. interna per la quale la devoluzione è di 7/10 del gettito e dell'I.V.A. per l'importazione per la quale la devoluzione è pari ai 4/10, è attribuito alla Provincia stessa. La devoluzione ha luogo secondo norme da emanare da parte del Parlamento nel termine perentorio di 90 giorni dall'adozione dello Statuto. La mancata emanazione delle norme comporta l'obbligo inderogabile da parte dei competenti Uffici erariali provinciali di procedere alla trattenuta delle quote indicate ed alla loro immediata devoluzione alla Provincia interessata"
ARTICOLO 6
E' introdotto nella Costituzione il seguente:
"Art.117 -ter"
1. "La Regione emana norme legislative per le seguenti materie nelle Provincie nelle quali non vige lo Statuto di autonomia provinciale:
1) ordinamento degli uffici e degli enti amministrativi dipendenti dalla Regione;
2) circoscrizioni comunali;
3) polizia locale urbana e rurale;
4) fiere e mercati;
5) beneficenza pubblica ed assistenza sanitaria ed ospedaliera;
6) istruzione artigiana professionale e assistenza scolastica;
7) musei e biblioteche di enti locali,
8) urbanistica;
9) turismo ed industria alberghiera;
10) tramvie e linee automobilistiche d'interesse regionale;
11) viabilità, acquedotti e lavori pubblici di interesse regionale;
12) navigazione e porti lacuali;
13) acque minerali e termali;
14) cave e torbiere;
15) caccia;
16) pesca nelle acque interne;
17) agricoltura e foreste;
18) artigianato;
19) altre materie indicate da leggi costituzionali.
2. Le leggi della Repubblica possono demandare alla Regione il potere di emanare norme per la loro attuazione".
ARTICOLO 7
E' abrogato l'art. 128 della Costituzione.
ARTICOLO 8
E' abrogato l'art. 129 della Costituzione.
ARTICOLO 9
E' abrogato l'art. 130 della Costituzione.

ARTICOLO 10
Dopo l'art. 133 della Costituzione, viene inserito il seguente
"Art. 133-bis"
1. "L'attribuzione degli Statuti di autonomia provinciale è proposta ad iniziativa di almeno cinquantamila elettori i quali presentano, secondo la normativa esistente, un apposito progetto di legge costituzionale redatto in articoli secondo quanto disposto dalla Costituzione, art. 71 - comma secondo. Il progetto di legge deve essere corredato da una relazione illustrativa delle caratteristiche comunitarie territoriali, socio-demografiche, storiche e culturali, nonché dello sviluppo ed economico della Provincia e della capacità contributiva globale per la quale viene chiesta l'attribuzione dello Statuto d'autonomia provinciale.
2. Il Presidente ed il Consiglio della Provincia per la quale si chiede uno Statuto di autonomia provinciale devono, entro 10 giorni dalla pubblicazione del progetto di legge sulla Gazzetta Ufficiale inviare, disgiuntamente tra loro e nella forma di cui all'art. 50 Costituzione, al ramo dei Parlamento al quale il progetto di legge è stato presentato, il loro parere che è obbligatorio ma non vincolante sul merito del provvedimento legislativo richiesto dai cittadini".
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Ufficio legale Lega Sud Ausonia

mercoledì 1 gennaio 2020

DISCORSI DI FINE ANNO: ARIA FRITTA CHE SOFFIA SU UN PAESE MAI ESISTITO



Un peto la seppellirà. In questo periodo in cui c’è l’ideale passaggio di consegne fra anno vecchio e anno nuovo, assistiamo al proliferare di fenomeni di flautolenze assortite e più o meno rumorose, sulla scena politica ita(g)liana e non solo. Fra bilanci su ciò che è stato e buoni propositi per i prossimi 366 (perché il 2020 è bisestile….) giorni, la retorica noiosa e fine a se stessa la fa letteralmente da padrone. Per la gioia di chi non vede l’ora di vedere ammorbata, l’aria da parole trite e ritrite e colme di banalità ed ipocrisia. Secondo lo stile tipico di questo ridicolo paese da operetta che continua ad essere la mecca di delinquenti, fannulloni, lavativi e parassiti di ogni risma. E che rende quasi impossibile la vita invece alle persone oneste e perbene e a chiunque abbia voglia di fare e di emergere. In uno scenario sempre più simile ad un’immensa cloaca a cielo aperto, che non a un paese realmente civile e democratico.

Iniziamo la sagra delle loffe e delle scorregge assortite, partendo dalle solite nenie somministrate a reti televisive rigorosamente unite, da parte del Presidente della Repubblica (delle banane), al secolo Sergio Mattarella. Entusiasmante e stimolante come le gocce di valium, veniamo a sapere che il capo dello Stato stavolta ha parlato di identità (?!) nazionale e abbassamento dei toni nel dibattito politico, cercando di apparire paladino di un’unità che, nei fatti, NON SI E’ MAI REALIZZATA. Non potrà mai raggiungere i livelli di semplicità e di vera e propria guida della comunità che gestisce, espressi dal presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin. Un abisso continua a separarli, ma di questo francamente non ce ne stupiamo.
Naturalmente, tutti i pagliacci che affollano la scena politica itagliana (eccezion fatta per Salvini, sul quale avremo modo di tornarci) hanno annusato il potentissimo scorreggione presidenziale, dichiarando di essere rimasti estasiati dal lungo e pestilenziale fetore. La solita autoreferenza di questa cricca di inetti, sempre più lontana dalle esigenze di chi fa fatica a portare il piatto a tavola.

Ma la domanda che maggiormente ci preme, è questa: è più efficace come sonnifero Sergio Mattarella o Gigione Marzullo? Lasciamo a voi lettori il compito di dirimere questo amletico dubbio, cui noi proprio non riusciamo a trovare una valida risposta…..
Nel mentre, non possiamo non constatare come ieri come oggi, questo ridicolo paese sia stato sempre diviso grazie al regime statalista e centralista che lo sta asfissiando da oltre un secolo e mezzo. Sino a quando i popoli del Sud continueranno a dormire i mefitici personaggi di questa dittatura potranno continuare imperterriti a fare il bello e il cattivo tempo, a proprio piacimento.
Alla luce di ciò, sotto certi aspetti, non siamo sorpresi che il fannullone padano che risponde al nome di Matteo Salvini riceva consensi dalle nostre parti. Il leader della lega naziunalista e (s)fascista itagliana, che ha da poco definitivamente abiurato qualsiasi riferimento al federalismo, da quel di Bormio ci rende edotti sul fatto che “non occorrono discorsi melliflui, di essere pronto a guidare l’Itaglia e ad affrontare il processo per l’affaire Gregoretti”, invocando a più riprese Dio e il Cuore Immacolato di Maria.
A proposito di digressioni religiose, non possiamo non citare la serie di schiaffoni che un nervoso Papa imbroglio ha rifilato sulle mani di un’attaccatissima devota che voleva solo salutare il Pontefice. Le immagini del Papa che predica amore e accoglienza, salvo poi lasciarsi andare a un gesto che poco ha a che fare con la carità cristiana, hanno fatto letteralmente il giro del mondo. E pongono pesanti riflessioni sull’incredibile ipocrisia di cui sono ammantati certi personaggi che vogliono assurgere a punti di riferimento, salvo poi dimostrare di predicare bene e razzolare male. E questo, come si sarà potuto capire, non solo nella politica. Ma anche in altri ambienti, come la tutela e la salvaguardia dell’ambiente che non può essere certo il copyright di veri e propri fenomeni da baraccone come Greta e quegli scansafatiche dei suoi sostenitori.
Proseguendo in questa particolare carrellata dedicata ai peti di fine anno, segnaliamo la profetica fossa che si è scavato in una spiaggia Beppe Grillo. Il leader del M5S ben sa che la sua creatura politica è destinata finalmente ad una rapida estinzione, ed allora ha pensato in maniera ottimistica (come poi ha evidenziato durante il suo discorso) di anticipare gli scenari futuri che attendono i guitti pentastellati.
Rimanendo in tema di cazzari della peggiore specie, non possiamo naturalmente non rivolgere un pensiero anche al sindachino di Napoli, al secolo “Giggino” De Magistris. Il recordman dei peti ci ha accompagnato con le sue scorregge per tutto il 2019, che ci siamo appena lasciati alle spalle.

Una serie impressionante di proclami e fandonie che qui proviamo a riepilogare (pur sapendo che ne ha sparate davvero tante e che non è affatto facile tenerne la contabilità….) come la moneta napoletana, la raccolta differenziata al 70% (le strade in alcuni quartieri sono invase dalla spazzatura), l’autonomia (forse quella dei ricuttari…..) di Napoli che sarebbe dovuta diventare – e qua facciamo letteralmente fatica a trattenere le risate – capitale mondiale dei trasporti, con i mezzi pubblici che invece come tutti sanno brillano per inefficienza e sgarrupatezza.
Basterebbe da sola quest’ultima buffonata per capire chi è De Magistris e la quantità di cazzate, date in pasto agli allocchi che ancora abboccano, per far capire quale personaggio sta finendo di distruggere quella che ad un tempo era la capitale del Sud. Il peggiore primo cittadino di sempre, è riuscito nella non facile impresa di far addirittura rimpiangere Don Antonio “Berisha” detto Bassolino e Rosetta Russo Jervolino, che eppure avevano compiuto autentici disastri a cavallo fra la fine del secolo scorso e gli inizi del Terzo Millennio. Napoli è peggiorata negli ultimi anni, con prospettive lavorative pressoché nulle e la totale assenza di infrastrutture e servizi a misura di cittadino, che la relegano non a caso nelle ultime posizioni per qualità della vita.
Un altro aspetto di cui si sta parlando decisamente poco, è il riaffiorare del problema della munnezza nelle periferie. Nel popoloso quartiere di Scampia nei giorni scorsi i cittadini - esasperati dalla latitanza dell’azienda municipalizzata nella raccolta dei rifiuti, e dai miasmi che vengono sprigionati dalla loro putrefazione – hanno rovesciato i cassonetti sulla strada, bloccandola di fatto per almeno un’ora.

Una situazione inaccettabile, che imporrebbe ben altro tipo di attenzione da parte del primo cittadino che invece è preoccupato nell’allestimento di quell’improbabile armata Brancaleone che risponde alla flotta partenopea, per assecondare i desiderata dei $oro$ di turno. O magari dell’inaugurazione di B&B in cui sono presenti fuoriusciti dei cessi (a)sociali e personaggi vicini a quest’amministrazione comunale e sui quali si annidano forti i sospetti di conflitti d’interesse, che richiederebbero ben altra attenzione da parte di una Magistratura che, come abbiamo purtroppo avuto modo di constatare da interi decenni a questa parte, sa solo punire le persone oneste e perbene e lasciare a piede libero criminali di ogni sorta. Il tutto, nel silenzio di una stampa vigliacca e asservita che tace in maniera pavida e squallida, di fronte al degrado che attanaglia la città partenopea.

Insomma, nulla di nuovo sotto il freddo e pallido sole che avvolge il Sud nell’alba di un nuovo decennio che ci auspichiamo possa finalmente risvegliare il dormiente popolo meridionale. Mentre altrove (Catalogna, Scozia e Hong Kong), nelle prossime settimane, ci si sta preparando alla resa dei conti con entità centraliste e stataliste decrepite che per interi decenni hanno mortificato qualsiasi aspettativa di libertà e di sviluppo.


Francesco Montanino

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